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Anche le “penne” più prestigiose a volte scrivono male!

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Anche le “penne” più prestigiose a volte scrivono male! Anche le “penne” più prestigiose a volte scrivono male!

La sete spasmodica di visibilità colpisce tutti senza esclusione di alcuno, anzi, più si è personaggi e più si è affetti da questa sindrome di costante presenza mediatica a tutti i costi.

In questi giorni, Ferruccio De Bortoli, direttore del corriere della sera, nonché firma prestigiosa del giornalismo nazionale, presente a Catania per partecipare al premio internazionale di giornalismo intitolato a Maria Grazia Cutuli, a margine dell’evento trova il tempo per rilasciare un’intervista, ad  un quotidiano regionale, all’interno della quale esorta i siciliani a ribellarsi ai politici regionali che non rappresentano i cittadini.

De Bortoli ha ragione; noi siciliani siamo da sempre mal rappresentati, presi in giro, mal governati più di altre regioni, tenuto conto che la Sicilia, almeno sulla carta, è a statuto speciale. Ma come può costui arrogarsi il diritto d’insegnare qualcosa in trasferta, quando in terra propria, sono avvenuti i più incredibili latrocini, le più inqualificabili stranezze da parte di politici regionali e nazionali e la sua penna non ha scritto qualche riga dello stesso tenore?

I politici siciliani sono l’esatta fotocopia di quelli nazionali, anzi credo che i cattivi maestri,  emulati incredibilmente bene, risiedano fuori dalla nostra isola.

La ragione del silenzio in casa propria è conseguente all’esigenza di non inimicarsi quella classe politica che continua ad elargire tanti milioni a tutte le testate.

Si abbia almeno la decenza di non atteggiarsi a docente in casa altrui oppure si trovi il coraggio di far funzionare la penna anche in quei casi che  potrebbero  comportare qualche perdita d’entrata al giornale che si dirige.

A volte il silenzio è d’oro!

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Anche le “penne” più prestigiose a volte scrivono male!
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