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Nemmeno la festa di Ognissanti riesce a fermare i mantra del più famoso cavaliere d'Italia

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Nemmeno la festa di Ognissanti riesce a fermare i mantra del più famoso cavaliere d'Italia Nemmeno la festa di Ognissanti riesce a fermare i mantra del più famoso cavaliere d'Italia

Non so più davvero a chi chiedere aiuto! Ho sopportato per tanti anni, convinto che tutto prima o poi finisse, le quotidiane esternazioni del leader del centrodestra improntate sempre all’aggressione, alla denigrazione di chi lo ha perseguito per i suoi numerosi reati commessi nel corso degli anni, e quando stavo cominciando a ringraziare il cielo che la sua leadership fosse al capolinea e presumibilmente si sarebbe ritirato a vita privata, magari godendosi la sua nuova fidanzata, mi tocca prendere atto del suo ennesimo colpo di coda e del suo rinnovato vigore nel sostenere tesi alle quali, per rispetto alla sua intelligenza, penso non creda nemmeno lui ed ancor meno la folta schiera dei suoi ruffiani di corte. Oggi, sebbene giorno di festa, continua a ripetere come una sorta di mantra che sente il dovere di stare in prima linea per il bene dell’Italia, che nessuno riuscirà a metterlo da parte con persecuzioni di natura politica e per mano di certa magistratura,e che l’attuale governo è a serio rischio di crisi se voterà la sua decadenza da Senatore. Che quest’uomo fosse uno stakanovista del lavoro si era da tempo capito, ma che non rispettasse nemmeno i festivi per ripetere le stesse assurdità di sempre, risulta quanto mai fastidioso perché gradirei che almeno nei giorni segnati in rosso sul calendario ci lasciasse in pace. Se di doveri vogliamo parlare, lui ne avrebbe solo uno, quello delle dimissioni per una sentenza definitiva di terzo grado che lo inchioda alle proprie responsabilità. Quanto alla Magistratura dalla quale si sente perseguitato, mi sembra una barzelletta per allocchi poiché in realtà, egli, grazie al grande potere economico di cui dispone che gli consente il fior fiore di avvocati,è riuscito a non subire condanne per tante prescrizioni a seguito dello sforamento dei tempi processuali, che non sono comunque né assoluzioni per non aver commesso i fatti né perché il fatto di cui imputato non costituisse reato; se i Magistrati ,come sostiene, lo avessero voluto ad ogni costo in carcere, avrebbero trovato il sistema per non cadere nella trappola della prescrizione tesa dai suoi difensori. Ma anche l’ultima sentenza che rivede al ribasso in misura rilevante gli alimenti da corrispondere alla signora Lario, sua ex moglie, avvalorano la tesi del non complotto. Risulta paradossale che questo Senatore, presente a Palazzo Madama solo una volta su cento,ora in aria di defenestrazione, si appelli al suo diritto di permanenza.E prima perché non ha assolto ad un suo preciso dovere? Che sagoma! Spero, per quanto consapevole che la mia richiesta sia molto ambiziosa, che in futuro, almeno nei giorni di festa, non si provochino attentati come tutti gli altri giorni feriali, al mio equilibrio psicofisico che temo possa essere compromesso continuando con questa continua pioggia di assurdità.  

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Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

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