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Gli italiani e l'educazione (seconda parte)

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Gli italiani e l'educazione (seconda parte) Gli italiani e l'educazione (seconda parte)

Noi italiani siamo stati definiti in moltissimi modi, mai però maleducati se non in rari casi di evidente polemica o per sminuire altri pregi che chi ci qualificava avrebbe fatto fatica a mettere in discussione. Tuttavia, col passare degli anni, è impossibile non rilevare come certe buone abitudini dei nostri padri si siano smarrite e probabilmente senza che ce fossimo resi conto o forse perché stressati dai ritmi che sosteniamo per rimanere a galla in una società che altrimenti ci divora, non badiamo, sbagliando, a ciò che invece va osservato se teniamo ancora ad essere definiti educati e civili. Una volta, su un autobus affollato, in una sala d’attesa d’uno studio medico o d’un pubblico ufficio, era prassi che notando una signora all’impiedi, ci si alzasse per cedere il proprio posto. Un gesto di civiltà, di rispetto verso l’altro sesso che veniva apprezzato dalle donne che tra il serio e il faceto definivano  atto di cavalleria. Sono tutti scomparsi i cavalieri d’un tempo? Magari ! In Italia ne vive uno che rappresenta circa il 20% dell’intera popolazione; come se in questo Paese ci fosse il più grande esercito di cavalieri del mondo, eppure, a prescindere dalla breve allusione a sfondo politico,duole ammettere che è abbastanza raro assistere ad un gesto di cavalleria come quelli che avvenivano naturalmente all’epoca dei nostri padri. Erano più signori, più educati, di quanto non stiano risultando i loro figli ? Probabilmente si, ma soprattutto avevano quel particolare senso di rispetto verso il gentil sesso che a ragione li faceva definire un popolo di romantici, di poeti. Ma siamo anche in altre situazioni meno educati di quanto si possa pensare. Basta osservare i comportamenti della stragrande maggioranza degli automobilisti ad un segnale che impone di dare precedenza, ad un incrocio, per stabilire con certezza che di educato abbiamo sempre meno. Raramente siamo gentili con qualcuno, se non per fare gli idioti ; talvolta rischiamo di causare incidenti seri per non soccombere alla precedenza di qualcun altro e non è raro sentirsi apostrofare in malo modo se ci si permette di far rilevare modi scorretti o arroganti degli altri. Siamo ancora un popolo educato come nei decenni scorsi? Riusciamo ad essere gentili con le donne per il piacere di gratificarle e per avvertire il dovere di farlo? Sappiamo ancora emozionarci alla vista di nostri simili meno fortunati di noi? Se a questi interrogativi, con obiettività, riteniamo di rispondere no, beh, forse è il caso di pensare un po’ meno alla tecnologia ed impegnarci un po’ di più per il ripristino di tante vecchie e buone norme di educazione. (seconda parte)

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Gli italiani e l'educazione (seconda parte)
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