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Quando il progresso tecnologico diventa regresso sociale…

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Quando il progresso tecnologico diventa regresso sociale… Quando il progresso tecnologico diventa regresso sociale…

Sebbene gli anni 70 e 80 siano da ricordare come decenni di continuo sviluppo in campo tecnologico, certamente non si era ancora pervenuti al top di quelle conoscenze tecniche che applicate all’industria avrebbero modificato radicalmente le abitudini delle persone. Erano anni in cui la comparsa in Italia dei primi telefoni portatili, dal peso e dalle dimensioni di mattoni, introducevano, inizialmente tra gli uomini che svolgevano attività che implicavano continui spostamenti, e successivamente tra i giovani che li compravano più per apparenza che per necessità, nuovi modi per comunicare senza dover ricorrere ad un telefono fisso in casa o ad una cabina telefonica dell’allora SIP. A quei tempi però il telefonino serviva per chiamare qualcuno anche mentre viaggiavi in macchina o in treno o per ricevere una telefonata che in altri tempi avrebbe dovuto attendere la tua presenza in casa o in ufficio, ma l’uomo, quello straordinario animale dotato d’intelligenza, è riuscito a trasformare un elemento di grande opportunità per migliorare le condizioni della propria vita a causa di regresso sociale. Di  quegli anni, infatti, rimane solo il ricordo di quello che si riusciva a realizzare a livello professionale in un incontro a tavola; di ciò che avveniva, a mio avviso con beneficio delle famiglie, all’ora di pranzo o cena, momenti nei quali ci si raccontava , ci si conosceva sicuramente un po’ di più ; dei rapporti tra amici e conoscenti nei bar o nei circoli, dove la parola, il dialogo, erano i veri ed unici elementi di civile convivenza. Oggi, nelle famiglie non si discute più perché anche a tavola si parla in continuazione al telefonino, si messaggia, si gioca con tutto quello che in un telefonino di nuova generazione è incorporato, con grave nocumento per i rapporti dialettici che dovrebbero vigere all’interno d’una famiglia. Anche tra i giovani, a vederli nei loro posti di ritrovo, viene da pensare che si diano appuntamento nello stesso posto ma non per confrontarsi, per divertirsi assieme ma per videogiocare in gruppo. Che dire poi di quelli che magari non svolgono nessun lavoro, non si sentono via cavo con alcuno e circolano con 2/3  telefoni portatili come fossero top manager o imprenditori di fama internazionale ? Poverini, magari si sentiranno importanti solo per questo! E’ triste constatare come l’uomo sia riuscito a far diventare regresso sociale ciò che sarebbe dovuto rimanere progresso tecnologico al suo servizio. E’ preoccupante realizzare che il contributo della tecnologia sia riuscito ad uccidere, spero non definitivamente, le relazioni interpersonali piuttosto che valorizzarne le potenzialità.

Giombattista Ballarò

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Quando
Progresso
Tecnologico
Diventa
Regresso
Sociale
Titta ballarò
Giombattista ballarò
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