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Gli “Amori” che cambiano la vita

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Gli “Amori” che cambiano la vita Gli “Amori” che cambiano la vita

Ci fu un tempo, fino alla generazione dei padri degli attuali cinquantenni e sessantenni, in cui l’amore era quel bellissimo sentimento che nasceva tra due persone e che il più delle volte le portava al matrimonio, alla creazione d’una famiglia. Questo, nella stragrande maggioranza dei casi, perché ad onor del vero, anche a quell’epoca  esistevano i matrimoni combinati per interesse, matrimoni fatti per procura tra persone che si trovavano  a migliaia di chilometri di distanza e tra i quali l’unica conoscenza era la vista d’una fotografia. E poiché a quei tempi non era diffuso il ricorso al  divorzio o alla separazione, conseguenza oltre che ad una mancata emancipazione culturale della donna, alla sua dipendenza economica dell’uomo, unico titolare di reddito, c’erano situazioni di autentico dramma che duravano tutta la vita qualora dopo il matrimonio, spesso imposto, si scoprivano profonde differenze caratteriali, diversità d’opinione sul modo di affrontare la vita insieme. Altri tempi, altre condizioni socioeconomiche e culturali ma soprattutto altra concezione di quello che veniva e viene anche oggi definito amore. Il guaio è che nel passaggio da un periodo storico ad un altro, molto spesso non si fa tesoro delle esperienze di chi ci ha preceduto, ma si passa da un estremo ad un altro, spesso per arroganza e presunzione, partendo dall’assunto che le esperienze passate dei nostri simili non possano essere tenute in considerazione, perché la società in cui viviamo si è emancipata al punto da non poter considerare degne di valutazione le esperienze dei nostri padri. Non ho mai creduto alla favoletta dei due cuori e una capanna per aver più volte verificato la fragilità di frasi simili nell’impatto con le difficoltà della vita reale, così come sono stato sempre scettico nel credere alla nascita di certi amori, anche perché saranno coincidenze, ma certe storie che non oso definire d’amore, nascono sempre tra persone molto ricche con spiantate alla ricerca di notorietà o di condurre un certo tenore di vita e mai tra soggetti entrambi con problemi di sopravvivenza economica. Vediamo infatti che belle e giovani donne s’innamorano perdutamente di famosi imprenditori miliardari, ma vecchi e che anagraficamente potrebbero essere benissimo i loro nonni; belle e giovani donne che dichiarano il loro amore a ottantenni, ricchi, famosi ma così ricoperti di plastica  in viso che se soffia forte il vento, rimangono senza volto. Non esiste più il vero amore ? Esiste, ma è anche molto diffusa la voglia di vivere la propria vita al meglio delle possibilità e pur di perseguire quest’obiettivo  non ci si scandalizza di andare a letto con uomini che nulla avrebbero da spartire con certe belle donne. Avessero almeno il buonsenso di non chiamarlo amore ma un affare al quale non si era disposti a rinunciare.

Giombattista Ballarò

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Giombattista ballarò
Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

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