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Ragusa alla ricerca delle proprie radici

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Ragusa alla ricerca delle proprie radici Ragusa alla ricerca delle proprie radici

Ma che cosa manca a Ragusa, per essere una cittadina a misura d’uomo?  Senz’altro una grossa carenza si è registrata nella politica culturale, nella politica giovanile, nella politica sociale , che dovrebbero essere le  assi portanti di una società vera ed autentica. Ragusa è un territorio che ha una storia da cui non si può prescindere per la costruzione delle suddette politiche, ma abbiamo sempre assistito alla concezione della cultura come momenti sporadici di poesia, di teatro, senza realmente incidere nel tessuto sociale della cittadina. Una politica culturale si costruisce sul territorio, sulla sua storia, sul passato reale e presente. Del teatro si è fatto solo un momento delle realtà amatoriali, importanti senz’altro, ma che non hanno niente a che fare con questo. La cultura è stata sempre vista come momento di intrattenimento, senza incidere sul territorio minimamente. Una politica culturale deve essere incisiva, questo vogliamo mettere in essere, rivolta ai giovani e ai meno giovani. questa è direttamente collegata ai giovani. Questi si devono educare al bello. Questo è il compito di un’Amministrazione , che non deve solo fare crudi conti di bilancio, ma si deve occupare del tessuto sociale. Lo spessore culturale è fondamentale per il miglioramento della qualità di vita e la qualità di vita dei cittadini deve essere un obiettivo fondamentale  per una città. Questo nelle Amministrazioni che si sono succedute non si è verificato. Per questo,parliamo di una Ragusa “diversa”, con una identità, la sua, dove fattori portanti siano cultura e sociale. Potremmo parlare di Civicrazia, potere della civiltà, e in questo senso va il Programma elaborato per la città, che ha realtà medievali, greche, barocche, da cui non si può prescindere. Kamarina, Ibla, il centro storico di Ragusa alta vanno fatti rivivere, valorizzandole con manifestazione di qualità, che incidano sul tessuto sociale. E’ mancata a Ragusa questo aspetto: l’educazione al bello. Quello che ci proponiamo è di costruire, insieme alle Associazioni, alle Fondazioni, agli uomini di cultura, agli operatori, con tavoli concertati, manifestazioni di qualità per la città e per i turisti. Valigetta dei sogni? No , se attingiamo ai fondi europei con Progetti  mirati al territorio, cui si potrebbe accedere nel nuovo Programma 2014/2020. Si potrebbe creare una cabina di regia della progettualità europea, regionale, legata agli Assessorati alla Cultura, al Turismo, al Sociale della Regione Sicilia, con quegli enti che potrebbero creare progetti culturali, sociali per il territorio ragusano. Essenziale la comunicazione del Comune con gli Enti , come la Soprintendenza ai Beni Culturali, con la Camera di Commercio, con i Ministeri preposti. Insomma, comunicazione e progettualità, idee e proposte collettive daranno uno spessore alla politica culturale, sociale, giovanile per una Ragusa “diversa”.

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