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Villaggi turistici chiusi nel ragusano, lettera di Carlo Cartier

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Villaggi turistici chiusi nel ragusano, lettera di Carlo Cartier Villaggi turistici chiusi nel ragusano, lettera di Carlo Cartier

Da circa tre anni mi è stata affidata la direzione e l’organizzazione artistica del Teatro Xenia, un piccolo e incantevole spazio immerso nel verde; promuovere  il  teatro e la cultura  è diventata di questi tempi impresa ardua, ma proprio per questo affascinante. Anno dopo anno, con un’accorta programmazione sono riuscito, senza il minimo contributo pubblico e solo con i privati, a far conoscere questa piccola rassegna teatrale estiva, unica nella provincia, che si chiama “La giara e il gelsomino”. Il Teatro Xenia è all’interno di quel meraviglioso residence che era Marsa Siclà, dico era perché non so più se quel piccolo angolo di paradiso è rimasto tale.

Dal 19 gennaio scorso l’intera struttura è stata posta sotto sequestro dalla magistratura inquirente per accuse gravissime: traffico illecito di reflui fognari e avvelenamento delle falde acquifere. Da quella data, per mesi, sui giornali più diffusi sono usciti articoli sull’inquinamento marino della scorsa estate e tra illazioni e quant’altro si è fatto passare nell’opinione pubblica il messaggio che in tutto ciò fossero imputati i villaggi. E’ possibile che tale opera di disinformazione sia dovuta a quel micidiale connubio fra la superficialità di chi invia informazioni distorte con quella di chi legge, però mi chiedo: perché, questo sì, autentico inquinamento delle notizie? Chi l’ha voluto? Perché dopo dieci mesi di indagini e quasi cinque di sequestro Marsa Siclà resta ancora nell’impossibilità di poter svolgere l’attività, mettendo la società in grave difficoltà?

 

Appurato che non c’è nessuna accusa di inquinamento, visto che la ditta del Signor Buscema coimputato per lo stesso reato – traffico illecito di reflui – ha ottenuto il dissequestro delle proprie autocisterne dopo pochi giorni, perché si sta volendo colpire uno dei pochi comparti che a fatica sta resistendo a questa terribile crisi? Perché più di quattrocento lavoratori, più tutto l’indotto, rischiano la propria esistenza e soprattutto perché delle strutture che per anni hanno rappresentato il fiore all’occhiello del turismo e del 75% della capacità ricettiva di questa provincia vengono chiuse contemporaneamente? Cosa impedisce alle indagini, che sicuramente devono fare il loro corso, di continuare anche con i villaggi operativi? Tanti sono i perché e obbiettivamente quando i perché cominciano a essere troppi, si conclude con la domanda delle domande: cui prodest? A chi fa comodo tutto questo?

Carlo Cartier

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