Economia

Nell'area del Mediterraneo potranno nascere zone industriali ecosostenibili

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Nell'area del Mediterraneo potranno nascere zone industriali ecosostenibili Nell'area del Mediterraneo potranno nascere zone industriali ecosostenibili

[caption id="attachment_7528" align="alignleft" width="150"]Ecopark Ecopark[/caption] Ragusa - Un modello da condividere tra i Paesi del Mediterraneo per pianificare, progettare e realizzare aree industriali ecosostenibili. E' quello a cui adesso si potrà fare riferimento a conclusione del progetto Meid, Mediterranean Eco-Industrial Development, finanziato dall'unione Europea, programma MED. La relazione finale, che nasce dal gruppo di lavoro dell'Irsap – ufficio decentrato di Ragusa, è stata presentata stamani in conferenza stampa e prevede una serie di step e di ipotesi per creare un'area industriale innovativa e con modalità rispettose dell'ambiente. A Ragusa, alla quinta fase della zona industriale, è stata prevista anni fa una zona di espansione di 117 ettari, oggetto del progetto pilota, presentato stamani, che prevede agevolazioni alle imprese con minore impatto ambientale dove sono previsti interventi tesi alla riduzione delle emissioni in atmosfera, al riciclo dei rifiuti, all'energia alternativa. L'idea del progetto Meid è iniziato più di tre anni fa quando vi era la reale necessità di ampliare l'area industriale di Ragusa. Un'occasione utile per immaginare uno sviluppo sostenibile, pronto a rispondere alle esigenze del futuro o a quelle del presente nell'idea di riqualificare l'esistente. All'interno del progetto che ha come ente capofila l'Enea, come partner italiani l'Irsap (ex Consorzio Asi) di Ragusa e la Fondazione Fenice di Padova e poi altri sei Paesi europei (Spagna, Grecia, Francia, Bosnia Herzegovina, Malta) gli attori chiave si sono confrontati rilevando i rischi e le difficoltà, ma anche le opportunità che un modello di area industriale sostenibile può generare. Si è partiti dallo stato delle varie zone industriali per poi guardare gli aspetti positivi da prevedere nei protocolli da applicare, partendo dall'edilizia sostenibile, al ciclo dei rifiuti al risparmi energetico, alla riduzione dei consumi idrici, all'uso di fonti di energia alternativa. Una raccolta di “buone pratiche” che rappresentano un nuovo modello di pianificazione e costruzione delle nuove aree industriali nell'area del Mediterraneo, unico in Europa. “Gli eco-parchi industriali rappresentano una strategia per attuare il concetto dell'ecologia industriale, attraverso la collaborazione tra le imprese – ha spiegato stamani il dirigente, ing. Franco Poidomani, responsabile del Progetto Meid a Ragusa – Vanno immaginati come comunità di imprese che cooperano tra loro e con la realtà locale per ripartire efficientemente le risorse per perseguire la qualità ambientale minimizzando l'utilizzo di energia e di materie prime, riducendo la produzione dei rifiuti, sviluppando al suo interno relazioni economicamente ed ecologicamente sostenibili”. Insomma una maggiore consapevolezza rispetto alla programmazione futura delle aree industriali, come ha ricordato l'ing. Giovanni Iacono responsabile del gruppo di lavoro del progetto pilota Meid: “Attraverso i processi partecipativi è stato possibile coinvolgere tutti gli attori interessati alla pianificazione dell'Ecopark, dalle imprese alle associazioni di categoria, ai comuni cittadini. Si è così introdotto il concetto di “accettazione” dell'area industriale ecosostenibile consentendo agli enti coinvolti di rappresentare gli interessi del territorio sia nella gestione amministrativa ed economica, ma anche sociale, con la previsione di servizi per i lavoratori all'interno dell'area industriale, come mensa, punto medico, asili nido, etc.”. Il modello di sviluppo che sarà sperimentato su Ragusa potrà trovare applicazione nel più ampio sistema produttivo siciliano agevolato e nelle aree del Mediterraneo. La pianificazione dell'Ecopark prevede un sistema di viabilità con percorsi verdi, la minima trasformazione dell'orografia dei luoghi, una mobilità sostenibile, con vetture elettriche, mezzi pubblici e un percorso ciclabile e pedonale. Ed ancora un sistema di risparmio energetico e l'uso di energie alternative, grazie anche a isole energetiche, l'integrazione dei servizi con l'area industriale e urbana esistente.

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