Gli italiani sempre più allergici

Uno studio pubblicato su European Respiratory Journal ha stimato che fra il 1991 e il 2010 gli italiani che soffrono di asma allergica sono aumentati del 62%, e quelli con il raffreddore da fieno del 53,6%.

Nello stile di vita occidentale rientra tra le cause delle allergie l’alimentazione, sempre più povera di frutta e verdura e più ricca di carne. A gennaio la rivista Thorax ha pubblicato parte dei risultati del grande studio internazionale Isaac, che da vent’anni sta cercando di capire proprio perchè queste malattie stanno aumentando. Analizzando gli stili di vita di 319.000 bambini e ragazzi di oltre 50 paesi, i ricercatori hanno concluso che andare almeno tre volte alla settimana al fast food fa aumentare anche del 39% il rischio di avere crisi asmatiche gravi, e fa peggiorare i sintomi dei raffreddori allergici e degli eczemi. 

Secondo gli autori, “l’effetto è legato alla presenza in questi cibi di grassi saturi, sodio e zuccheri, che favoriscono i processi infiammatori tipici delle allergie”. Al contrario, frutta, verdura e pesce hanno un effetto protettivo, perchè contengono sostanze che contrastano l’infiammazione. Un altro elemento che potrebbe aver determinato l’incremento delle allergie negli ultimi decenni è l’effetto serra. L’anidride carbonica prodotta dall’uso dei combustibili fossili è anche l’alimento base delle piante, che crescono più rapidamente e producono più polline, nel momento in cui la concentrazione di questo gas nell’atmosfera è maggiore.

Le conseguenze non sono di poco conto: nel 2011 uno studio coordinato da Annette Menzel, del politecnico di Monaco, ha trovato che i pollini prodotti da una ventina di piante presenti in Europa, molte delle quali allergeniche, è cresciuto parallelamente con l’incremento di anidride carbonica registrato nell’atmosfera. E a questo fenomeno si aggiunge quello della temperatura media del pianeta, che fa si che la stagione dei pollini duri più a lungo.