Emergenza idrica a Ragusa, Adiconsum “No all’acqua non potabile”

Ragusa – Non ha soluzione la carenza idrica a Ragusa. A distanza di oltre tre mesi dalla chiusura dei pozzi non c’è risoluzione al problema, nonostante ne siano interessati il Comune, la Prefettura, l’ASP ed altri organismi. Ripetiamo sempre, e non ci stancheremo mai di farlo, che questo problema sta causando disagi anche economici, specie nelle famiglie monoreddito, senza considerare dove vi sono problemi di disoccupazione e negli anziani con pensioni minime; ciò perché non si trova una rapida soluzione e l’Amministrazione non se ne è fatto carico, costringendo i cittadini a rivolgersi a ditte private per l’approvvigionamento idrico. Per ultimo, apprendiamo della decisione dell’Amministrazione di immettere nella rete l’acqua di uno dei due pozzi inquinati e dichiararla “NON POTABILE”; riteniamo questa soluzione un rimedio peggiore del male in quanto anche quando non si dovessero correre seri rischi per la salute umana, si verrebbero a creare delle giustificate paure da parte dei cittadini, anche perché non si avrebbe la certezza che l’acqua riceva il giusto pretrattamento e pensiamo alle scuole, ai ristoranti, agli alberghi e tutte le strutture ricettive oltre che alle famiglie stesse. Come Adiconsum siamo contrari a questa soluzione che, riteniamo, serva solo a spostare il problema; non chiediamo una soluzione tampone ma chiediamo di conoscere la fase progettuale che l’Amministrazione sta mettendo in atto per la soluzione definitiva del problema e della prevenzione per far si che in futuro situazioni del genere possono essere fronteggiati in modo sicuro e idoneo. Intanto nell’immediato chiediamo che l’Amministrazione si adoperi affinché tutti i cittadini abbiano l’approvvigionamento idrico necessario senza dover affrontare ulteriori spese che incidono fortemente sul bilancio familiare. Auspichiamo che la decisione di immettere acqua NON POTABILE nelle conduttore sia ponderata attentamente, e che la soluzione non metta in pericolo la salute pubblica ne che possa creare una psicosi che di certo è da evitare. Sempre, nelle more di una soluzione definitiva, si potrebbe pensare a requisire dei pozzi privati o utilizzare l’Acqua della Diga di Santa Rosalia. Resta comunque il problema dei rimborsi ai cittadini che hanno acquistato l’acqua durante questo periodo che, riteniamo deve essere posta a carico dell’Amministrazione con rimborsi o in conguaglio con le prossime fatturazioni.