Cultura

Beni architettonici e degrado: allarme Cna regionale

I restauratori sono in grande affanno

Il patrimonio culturale e architettonico della Sicilia è in balia del tempo mentre i restauratori sono in grande affanno. La Sicilia che possiede beni culturali di inestimabile valore, il 26,4% di quella che è l’intera risorsa nazionale, versa nel totale abbandono.

La Cna denuncia assenza di manutenzione e conservazione e inadeguate politiche di valorizzazione e fruizione. “Il mancato stanziamento di fondi e l’assenza di una moderna e puntuale programmazione dei lavori di restauro da parte del competente assessorato regionale – spiega il presidente regionale del comparto Artistico e Tradizionale, Angelo Scalzo - costituiscono sicuramente la causa principale di questo grave stato di cose, che non è più tollerabile”. E il grido d’allarme è indirizzato al neo assessore al ramo, Sebastiano Tusa. “La stessa abolizione delle Province – aggiunge il presidente Scalzo - ha tolto ulteriori finanziamenti al settore, così come i capitoli di spesa per il restauro della Protezione Civile, per non parlare dei Comuni alle prese costantemente con l’emergenza finanziaria.

Anche i proventi dell'otto per mille della Chiesa Cattolica italiana, destinati alle Diocesi siciliane, annualmente risultano insufficienti per soddisfare le esigenze di restauro e manutenzione dell'immenso e pregevole patrimonio culturale di loro proprietà”. In Sicilia – ricorda il segretario regionale della Cna, Piero Giglione - disponiamo di un ampio e qualificato parco di imprese artigiane e Pmi, in materia di restauro e conservazione dei Beni culturali, che godono di provata competenza e professionale, sia culturale che imprenditoriale, in grado di rispondere alle esigenze del caso. Ma, ahimè, la scarsa sensibilità istituzionale non favorisce questo processo.

E a complicare la situazione ci pensa anche una legislazione, nei diversi livelli, incompleta e carente dei decreti attuativi".