Cultura

Non solo Montalbano a Ragusa

Il libro di Gerratana e Papa

Ragusa e la sua provincia come set cinematografico, non solo dopo il successo delle puntate televisive di Montalbano di questi ultimi anni ma bensì a partire del 1948. E’ questo il filo conduttore del libro “Non sono solo Montalbano” scritto da Lina Giarratana e da Gianni Papa, per Periferie Editore, e presentato nel corso dell’appena conclusa kermesse Lib(e)ri a Ragusa.

Libro che nasce dalla tesi di laurea di Lina Giarratana, “due delle quattro mani” autoriali a cui si sono aggiunte altre due mani, quelle di Gianni Papa. Un “lavoro nato dalla antica passione per il cinema, diventata sempre più grande tutte le volte in cui il cinema ha utilizzato il territorio ibleo per raccontare le sue storie. Tante volte, perché dopo essere diventato un set nel 1948, il nostro territorio continua tuttora ad essere molto utilizzato da alcuni dei maggiori esponenti della cinematografia italiana”. E a leggerlo, o anche solo a sfogliarlo, questo volumetto, ci si sente quasi un piccolo Peppino Torrenuova che vola nello spazio e nel tempo sopra una Baarìa tornatoriana tra passato e presente, che però in questa nostra rèverie cinefila, sono colline, muretti a secco e spiagge sabbiose iblee.

E dall’altezza di questo ingenuo volo infantile scorrono sotto di noi “Anni difficili” di Luigi Zampa che svela nel ’48 il naturale scenario cinematografico ragusano, mentre una Ragusa Ibla di oltre trenta anni fa funge da scenario teatrale per due film su opere musicali classiche (Don Pasquale e Barbiere di Siviglia). E poi il ricordo di Enzo Battaglia, e le citazioni e l’intervista con Vito Zagarrìo, tra i maggiori frequentatori cinematografici del territorio ragusano, per approdare ai fasti delle 32 puntate, nell’arco temporale 1999 - 2017, della serie camilleriana che ha portato i luoghi simbolo del commissario sotto gli occhi di un pubblico transnazionale.

Particolare attenzione, poi, Lina e Gianni dedicano ai due filmakers ragusani Turi Occhipinti e Tano Scollo, il cui docufilm “Lamiantu” ha viaggiato per le maggiori rassegne cinematografiche, da Marzamemi a Sciacca, da Montecatini a Clèrmont-Ferrand a Tangeri. Ma dei due registi sceneggiatori vengono anche ricordate l’ opera “Cibo amore e identità” in cui protagonista è il paese di Monterosso, con i suoi ritmi ancestrali ancora oggi presenti, e l’altro documentario “Fantastiche presenze” che ha accompagnato il prezioso libro di Gaetano Cosentini stampato su carta antica con una macchina tipografica del 1895.

E parlare de “Lamiantu” ci porta, necessariamente ed affettuosamente, al ricordo del grandissimo Marcello Perracchio che costituisce con la sua indimenticabile presenza scenica il trait d’union tra il cortometraggio di Occhipinti e Scollo e il medico legale Pasquanno di Camilleri. E certo non casualmente è proprio il volto di Marcello Perracchio che campeggia sulla copertina di “Non sono solo Montalbano” in una splendida foto che i suoi proprietari, Turi Occhipinti e Tano Scollo, hanno voluto concedere per arricchire il libro di Lina Giarratana e Gianni Papa. (daniele distefano)