Polizia di Stato

Sbarco di 132 migranti a Pozzallo: fermato scafista 18enne

Nel giorno del suo compleanno

La Polizia a seguito dello sbarco di migranti, avvenuto sabato al porto di Pozzallo, ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di Bangua Saidu, 18enne nato in Sierra Leone. Secondo i testimoni è lui che ha condotto l’imbarcazione partita dalle coste libiche.

Il responsabile del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorreva con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l'ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.

I migranti sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri. Modalità di soccorso in mare: il giorno 30.03.2018, alle ore 12.50, la nave della Marina Militare Inglese HMS “Echo”, facente parte dell’assetto Frontex nell’ambito dell’operazione Eunavformed della medesima agenzia, veniva avvertita della presenza di un’imbarcazione carica di migranti in posizione. Di conseguenza nave Echo dirigeva verso la posizione segnalata. Alle ore 15.05 veniva individuato un gommone carico di migranti e di conseguenza alle ore 15.10 nave Echo iniziava le procedure di soccorso e dopo aver messo in mare le due imbarcazioni di salvataggio alle ore 15.30 cominciava le operazioni di trasbordo dal gommone alle predette imbarcazioni che terminavano alle ore 16.38 con il salvataggio di 132 migranti di varie nazionalità.

Dopo aver terminato tutte le operazioni nave Echo riprendeva la navigazione e si dirigeva verso il porto di Pozzallo ove giungeva alle ore 10.00 di savato. Immediatamente dopo lo sbarco, i migranti sono stati trasferiti presso i locali dell’attiguo Hotspot. Le indagini: gli uomini della Polizia di Stato - Squadra Mobile Questura di Ragusa - con la partecipazione di un’aliquota della Guardia di Finanza di Pozzallo ed una dei Carabinieri hanno sottoposto a fermo lo scafista che proprio sabato ha compiuto 18 anni. I migranti sono partiti dalla Libia ed hanno pagato in media 1.500 euro cadauno per raggiungere l’Europa. Dalle indagini è emerso che un giovane di appena 18 anni, per la precisione compiuti proprio quando approdato in Italia, in accordo con gli organizzatori libici, ha condotto il gommone carico di migranti assumendosi una responsabilità enorme in cambio del viaggio gratis.

Grazie alle testimonianze è emerso che il giovane si è posto sin da subito alla conduzione del natante in tempo di notte ed una volta giunti in acque internazionali dopo 6 ore di navigazione dalla Libia, sono stati soccorsi dalla nave militare inglese. Al termine delle indagini, lo scafista sottoposto a fermo è stato associato presso la casa circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea competente territorialmente. La cattura: le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione. Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanne dell’Autorità Giudiziaria.