Economia

Confcommercio e Ascom: revocare ordinanza chiusura Pasquetta

Invito al sindaco Ignazio Abbate

Confcommercio provinciale Ragusa e la sezione Ascom di Modica hanno inviato una nota al sindaco Ignazio Abbate per chiedere la revoca dell’ordinanza con cui si dispone la chiusura dei negozi del polo commerciale il 2 aprile, lunedì dell’Angelo.

Un provvedimento, è scritto nella nota inviata al primo cittadino, di cui “non si sentiva il bisogno, in quanto la forza del dialogo tra noi commercianti aveva già portato alla chiusura delle nostre attività per le festività pasquali, in ossequio ad una tradizione almeno ventennale”. “Da sempre – scrivono il presidente provinciale Gianluca Manenti e il presidente cittadino Giorgio Moncada – il lunedì seguente la Pasqua, la stragrande maggioranza degli esercizi commerciali ha ritenuto osservare la chiusura e, successivamente alla emanazione della legge sul commercio, liberamente di non aprire”.

Manenti e Moncada evidenziano, poi, che è bastata una semplice interlocuzione anche con il centro commerciale “La Fortezza” (che si era legittimamente uniformato agli orari di apertura degli altri centri commerciali della provincia iblea) affinché tornasse sulla propria decisione, condividendo la necessità di rispettare la tradizione di “chiusura”. “Il dialogo, quando c’è – si legge nella nota Ascom – è sempre foriero di buone cose, mentre le imposizioni provocano solo scompensi. E’ difatti irrispettoso verso le aziende commerciali e l’impresa in genere farle apparire come fuorilegge e dissacranti dei valori, nella fattispecie quello religioso e della famiglia.

La classe imprenditoriale della nostra terra non merita questo, e lo rivendichiamo con grande orgoglio”. “E poi – aggiungono Manenti e Moncada – se fosse fondata la supposta motivazione della “incolumità e sicurezza pubblica”, come è precisato nell’ordinanza firmata dal primo cittadino, il sindaco non ritiene forse che la prefettura di Ragusa sia del tutto in grado di garantire tutto ciò con uomini e mezzi, come accade nel resto della provincia? Viceversa, se le reali motivazioni dell’ordinanza di chiusura dei negozi fossero altre – conclude la nota – ad esempio il trattamento del personale, non è di certo con queste scelte impositive che si possono risolvere i vari problemi del comparto”.

Ecco perché, tra le altre argomentazioni, Confcommercio ribadisce al sindaco la necessità di annullare l’ordinanza.