Prevenzione

Amianto, audizione all'Ars

Denuncia dell'ONA

Amianto presso il Centro Elettronico di Palermo. 150 i lavoratori esposti all’amianto ancora privi di sorveglianza sanitaria per il ritardo dell’applicazione della L. 10 del 2014, e ancora privi di pensione per l’ingiustificato rifiuto dell’INPS ad accreditare le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto sulla base dell’art. 13 co. 8 della L. 257/92.

L’ONA denuncia la mancata applicazione della Legge Regionale Amianto, e la mancata applicazione della norma sui benefici contributivi per esposizione ad amianto, e attraverso l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente nazionale, rende pubblico che nel corso della prossima audizione, del 20 marzo, alle ore 10:00, presso la Commissione Salute dell’ars la delegazione dell’associazione, composta dal Dott. Giovanni Giattino, Coordinatore ONA città di Palermo, il Dott. On.le Pippo Gianni, componente del Comitato tecnico Scientifico dell’ONA, e il Sig. Vicario Calogero, coordinatore ONA Siracusa, denuncerà questa condizione inammissibile.

Nei giorni scorsi, è stato notificato il primo atto di citazione per il risarcimento dei danni, a carico della Regione Sicilia, proprio per il Sig. C.G., operaio Fincantieri di Palermo, deceduto per mesotelioma, che è stato diagnosticato con circa 3 anni di ritardo, a soli pochi giorni dal decesso, proprio per la non istituzione del Centro Regionale Amianto per la diagnosi precoce e cura delle patologie asbesto correlate, presso l’Ospedale Muscatello di Augusta. La Sicilia ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane in quanto l’ONA ha censito 947 mesoteliomi, per il periodo che va dal 2000 al 2011, per una media che nell’ultimo periodo sfiora i 100 casi per ogni anno. L’Osservatorio Nazionale Amianto calcola in più di 600 i decessi per patologie asbesto correlate alla sola Sicilia nel 2016.

Il ReNaM, per quanto riguarda i mesoteliomi, stabilisce che la Sicilia ha un’incidenza del 5,3% su base nazionale. Si tratta di dati sottostimati, in quanto in molti casi i cittadini siciliani debbono emigrare in Nord Italia per poter ottenere la diagnosi e per veri e proprio viaggi della speranza, per cui molti casi non vengono censiti. Dai dati spicca tra tutte Siracusa.