Economia

Ragusa, Consiglio approva variante al Piano Regolatore

Ex Parco Agricolo

Approvata, nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, la variante al Piano Regolatore Generale dell’ex Parco Agricolo con cui si riduce la superficie edificabile della città, che dalla perimetrazione risalente al 2007 ammontava a ben 2 milioni di metri quadrati destinati ad aree Peep.

L’esito della votazione ha dato 14 sì e tre astenuti (per loro stessa dichiarazione di voto Giorgio Massari e i due consiglieri del Pd Mario D’Asta e Maria Chiavola). Usciti invece dall’aula i consiglieri di Insieme perché non era stata accettata una loro pregiudiziale riguardante l’accertamento di eventuali incompatibilità. Voto favorevole anche da Sonia Migliore, portavoce del laboratorio 2.0 e candidata sindaco per il centro destra, che ha motivato la sua scelta come “un gesto d’amore per la città”. Spiega in una nota la Migliore “questa variante allo strumento urbanistico cittadino è arrivata in Consiglio Comunale nel bel mezzo della campagna elettorale e si è rischiato davvero che non venisse approvata: il Lab 2.0 ha fatto la sua parte votando favorevolmente.

Una variante sicuramente non perfetta, ci sono alcuni punti che andranno rivisti e si tratta di un atto politicamente scorretto perché arriva al termine del mandato di questa Amministrazione Comunale a cinque stelle che in ambito urbanistico ci ha abituato a tutto e al suo contrario. Un atto che la città aspettava da anni e che Piccitto ha avuto la responsabilità di tenere in ostaggio per tutta la durata del suo mandato. Tuttavia, la variante approvata ieri sera, finalmente mette regole chiare e riduce fortemente la discrezionalità degli uffici in materia”.

Per cui, conclude Sonia Migliore “sarebbe stato scorretto, da parte mia non votare l’atto e sottrarre il mio contributo all’approvazione dello strumento. L’ho dichiarato in aula e lo ripeto: Ragusa ha bisogno di gesti d’amore e approvare questo strumento che sottrae cemento e riduce il consumo di suolo senza bloccare il territorio lo è”. E’ invece molto critico il giudizio su quanto avvenuto in consiglio da parte della nuova formazione politica ‘Città futura’ nata per iniziativa dei tre ex assessori ex grillini Gianflavio Brafa, Claudio Conti e Giuseppe DiMartino e del consigliere comunale Carmelo Ialacqua. Scrive Citta Futura “con la nuova variante la superficie viene ridotta da 1,7 milioni di mq a 880.000 mq, rimangono ancora circa 440.000 mc pari a circa 1.000-1400 abitazioni. Per fare una cortesia a chi?

Con una popolazione che non cresce più, un saldo naturale negativo da almeno 10 anni, le immigrazioni in calo e le emigrazioni in aumento a chi dovrebbero essere vendute le nuove case? e considerato che la popolazione in città non cresce da un decennio e che vi sono più di 13000 abitazioni vuote l'operazione urbanistica sembra proprio una gran bella presa in giro, in barba al consumo di suolo zero e a tutte le teorie economiche che mettono in relazione domanda e offerta”. Poi la nota prosegue “sembra proprio che la logica e il buon senso abbia abbandonato gli amministratori di questa città che fanno finta di ridurre, ma in realtà continuano ad ampliare una città oramai impazzita.

Far passare come atto di giustizia una variante che avrebbe dovuto azzerare la crescita folle della città è un vero affronto all'intelligenza dei cittadini che vedranno nel futuro prossimo crescere ancora di più la loro spesa per i servizi urbani. Un'amministrazione che vuole fare giustizia nei confronti dei proprietari che si sono ritrovati a pagare tasse per un decennio a causa di scelte del passato avrebbe potuto trovare strade alternative e mantenere fede alle promesse fatte in campagna elettorale”. Ed infine la conclusione “l'amministrazione ha giustificato e praticato la continuità con il passato nel settore urbanistico con la paura di contenziosi, con la complicità di parte dell'opposizione che ha votato di buon grado l'atto, ma la giurisprudenza continua e consolidata garantisce, senza alcun rischio per il soggetto pubblico, lo “ius variandi” cioè la possibilità di ridurre i volumi precedenti quando ci si muove secondo gli interessi pubblici e generali (vedi sentenze TAR e Consiglio di Stato sul PRG di Roma e di altri comuni)”. (da.di.)