Cinema

Un filo nascosto

La vera storia di Woodcook

Un filo nascosto, la vera storia della sartoria di Reynolds Woodcook, il narcisismo o semplicemente un titolo forse più attinente a questo film, ovvero: un'altra faccia dell’amore.

Se è pur vero che chi crea, in questo caso abiti, non guarda mai il momento in cui lo fa, se sia notte o giorno se mangia o se deve andare in bagno, se è solo o in compagnia, insomma ogni momento è buono per dare spazio alle intuizioni che arrivano nella sua mente. Specialmente quando oramai la fama dell’artista sia riconosciuta, tutto deve ruotare in modo che le sue creazioni siano al centro della sua vita. Abiti per tutte le occasioni: mondani o da cerimonie, a personaggi famosi, a principesse, a donne di alto rango, realizzati con una dedizione totale e con una pignoleria esasperata.

La vita di Reynolds è la sua sartoria, con i suoi ritmi, le sue sarte, le sue abitudini, e in questo contesto si inserisce la vita di Alma, che si innamora e si vuole dedicare totalmente alla vita del fascinoso e altezzoso sarto. L’amore di questa ragazza diventerà un elemento essenziale e rilevante nella vita dell’artista e sarà la causa di alcune crepe esistenziali che si verificheranno nella sua rigida struttura mentale. E’ rilevante far presente che la forza dell’amore della ragazza – e forse anche di altre figure femminili - e l’ acquisita consapevolezza dei propri limiti affettivi porterà a conclusioni a dir poco sorprendenti.

Un film originale, raffinato, con musiche e ambientazioni eleganti, un film da gustare. Pietro Storniolo