Politiche

Ragusa 2.0 propone protocollo etico elettorale, grillini: troppo tardi

Per una campagna elettorale senza veleni

La proposta di “un protocollo etico per una campagna elettorale senza veleni” lanciata dal vicepresidente del laboratorio 2.0, Livio Tumino, trova un primo riscontro, non esattamente o completamente positivo, nel gruppo consiliare grillino del comune di Ragusa che risponde “troppo tardi per correre ai ripari!”.

Giusto per andare in ordine anche cronologico, Tumino aveva lanciato la pietra “archiviate le elezioni nazionali, il Laboratorio politico 2.0 e i suoi alleati a sostegno della candidatura a sindaco di Sonia Migliore propongono alle forze politiche la sottoscrizione di un protocollo etico da offrire alla città di Ragusa, affinché la campagna elettorale per le amministrative sia senza veleni, ma leale e ricca di contenuti” ricordando peraltro che “la scorsa tornata elettorale, quella del 2013, fu caratterizzata da livore e animosità, registrando tra gli avversari anche attacchi sleali di natura personale basati semplicemente su illazioni”.

A preoccupare il vice presidente del laboratorio 2.0 è poi il fatto che “questo tipo di atteggiamenti influisce sui canali di comunicazione in generale, ma soprattutto sui social network, con il solo risultato di screditare l’avversario senza aggiungere niente di positivo a quello che potrebbe essere un sano dibattito di natura politica tra le parti, offrendo quindi all’elettore la possibilità di scegliere la proposta che gli è più congeniale, senza condizionamenti falsati dall’odio”. Il tutto con il negativo risultato che nelle elezioni amministrative del 2013 “lo spazio dedicato alla discussione ragionata delle proposte formulate dalle forze politiche si assottigliò a tal punto da far prevalere le offese lanciate sui social alla credibilità dell’offerta programmatica.

Vogliamo che il livello del dibattito possa alzarsi e che i cittadini possano essere messi nelle condizioni di valutare chi, secondo loro, ha lavorato al meglio nel progettare il futuro della città”. Infine Livio Tumino, a nome del laboratorio 2.0 assicura “dal canto nostro i banchetti che presidieremo nei mercati e nelle piazze, i comitati elettorali aperti in città e nelle frazioni, gli incontri che abbiamo fatto e che faremo con i portatori di interesse diffuso serviranno per divulgare i nostri progetti per una Ragusa 2.0, evitando sempre di ricorrere alle allusioni, alle calunnie e agli insulti”.

E ora passiamo alla risposta del gruppo consiliare pentastellato che premette “non ci sentiamo destinatari dell’appello perché possiamo affermare, senza tema di essere smentiti, che il nostro agire politico è caratterizzato sempre da assoluta verità rispetto degli avversari politici, come è sempre stato in questi cinque anni di sindacatura, né ci toccano le osservazioni sulla campagna elettorale del 2013, nella quale livore e animosità, attacchi sleali di natura personale, furono all’ordine del giorno della variegata formazione di candidati che furono costretti, in campagna elettorale a risolvere le loro beghe interne, di partito, di coalizione e di alleanze varie”.

Liquidata anche la questione dei riflessi sui ‘social’(“spesso sui social, è sotto gli occhi di tutti, ogni giorno, a screditare i politici è la gente comune, non sono certo gli avversari politici”) il gruppo consiliare dei 5 stelle prosegue “il dibattito politico vero è quello che si svolge nell’aula consiliare, sulle televisioni, sui giornali, alla radio, quello sui social appartiene alla gente comune, alle discussioni da bar o da salotto e chi vi partecipa gode o soffre dell’ambiente circostante”. Dopodichè i consiglieri grillini vanno al contrattacco diretto “quanto agli intendimenti di proporre i progetti per la Ragusa dei prossimi anni, senza ricorrere ad allusioni, calunnie e insulti, dobbiamo, purtroppo, rilevare che il proponimento ci fa solo sorridere, perché tutte le forze di opposizione all’amministrazione 5 Stelle, e segnatamente la consigliera Sonia Migliore e i vertici del Laboratorio, per tutti cinque anni non hanno fatto altro che alludere, calunniare e insultare, offendendo, sindaco, assessori, consiglieri comunali e semplici attivisti del Movimento 5 Stelle, arrivando a insolentire anche chi si azzardava a condividere le tesi dei 5 Stelle.

Troppo tardi per correre ai ripari, dopo aver elargito ogni tipo di critica gratuita: accuse di ogni tipo, di irregolarità nelle procedure, di illegittimità negli atti, di incompetenza, di inesperienza, di mancanza di cultura politica, di arroganza, di scorrettezza, reiterate e portate negli esposti, nelle pregiudiziali e nelle denunce, poche in verità rispetto a quelle minacciate, agli Enti Locali, alla Corte dei Conti, al TAR, alla magistratura ordinaria, quasi totalmente ritornate al mittente senza nulla di fatto. E da parte degli accaniti oppositori nemmeno il riconoscimento di non aver dato adeguata pubblicità, per rispetto degli avversari, al fallimento di tutte le strategie di opposizione, peraltro affogate nei contrasti interni delle varie componenti consiliari”.

Ma nonostante tutto quanto premesso, i consiglieri 5 stelle assicurano comunque che “non è nostro intendimento trasformare la campagna elettorale in una corrida, non vogliamo vedere, al contrario di molti, il sangue dell’avversario, non ne abbiamo l’indole, non ne abbiamo nemmeno, in questo particolare momento politico, la necessità di carattere elettorale, per quanto non possiamo non evidenziare come insistenti siano le esortazioni dei simpatizzanti a non tollerare atteggiamenti che poco hanno a che fare con il democratico e civile confronto politico”.

E poi concludono “non ci resta che auspicare che tutti si adeguino a questo appello e conducano una campagna elettorale all’insegna della correttezza, della verità, della trasparenza, senza false promesse e illusioni per favori e posti di lavoro, una campagna veramente ispirata ad una offerta politica seria che confidi solo nella serena valutazione degli elettori. Siamo noi che rivolgiamo un appello ai capigruppo consiliari per un documento comune degli stessi che inviti i candidati ad un sereno confronto”. (da.di.)