Scuola

Ragusa sulla refezione scolastica: proposta di Brafa e Conti

Cucine nei pressi scolastici

Superata la fase ‘calda’ della protesta contro la scarsa qualità del servizio di refezione scolastica appaltato dal Comune di Ragusa, sfociata nella revoca del servizio stesso da parte dell’amministrazione Piccitto, e mentre da Palazzo dell’Aquila ci si prepara a cercare le soluzioni per farlo riprendere, appara degna di nota una proposta in positivo lanciata nei giorni scorsi da Gianflavio Brafa e da Claudio Conti, Il primo si è occupato per 25 anni di refezione scolastica presso l’ASP 8 di Siracusa mentre il secondo da oltre 35 anni si occupa di problematiche ambientali e di economia circolare per Legambiente.

Entrambi sono stati assessori (Brafa ai servizi sociali - Conti all’Ambiente) agli inizi della sindacatura Piccitto a Ragusa. Premesso che “l’educazione alimentare, dovrebbe seguire Le Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica che muovono dall’esigenza di facilitare, sin dall’infanzia, l’adozione di abitudini alimentari corrette per la promozione della salute e la prevenzione delle patologie cronico-degenerative (diabete, malattie cardiovascolari, obesità, osteoporosi, ecc.) di cui l'alimentazione scorretta è uno dei principali fattori di rischio” Brafa e Conti osservano che “oltre che produrre e distribuire pasti nel rispetto delle indicazioni dei Livelli di Assunzione Giornalieri Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana (LARN), la ristorazione scolastica può svolgere un ruolo di rilievo nell’educazione alimentare coinvolgendo bambini, famiglie, docenti”.

La corretta impostazione della ristorazione scolastica, secondo i due tecnici, va individuata “nel servizio di ristorazione scolastica con le cucine e le refezioni all’interno dei pressi scolastici, che è quello che più di altri può rispondere a criteri di qualità, salubrità e di gradimento riducendo al minimo i rischi di consumare pasti di bassa qualità. La ristorazione scolastica con la preparazione dei cibi all’interno dei plessi scolastici offre facilmente la possibilità di utilizzare alimenti a filiera corta (chilometro zero), cioè l’impiego di prodotti che abbiano viaggiato poco e abbiano subito pochi passaggi commerciali prima di arrivare alla cucina o alla tavola anche con acquisti giornalieri per i prodotti freschi aumentando la possibilità di somministrare la totalità dei pasti con prodotti alimentari a ridotto impatto ambientale (alimenti provenienti da produzione biologica e da produzione integrata).

Annullando il tempo di trasporto degli alimenti e dei pasti, con la preparazione in loco da parte del personale competente si offre un servizio “cotto e mangiato , con elevato indice di qualità, rispettando le esigenze e le necessità del singolo alunno. L’obiettivo globale del servizio di ristorazione è quello di fornire un pasto appropriato in un contesto adeguato secondo una visione sistemica della qualità, differenziazione del menù in relazione alla tipologia e necessità degli alunni, adeguando gli orari di consumazione con le abitudini alimentari e le necessità fisiologiche degli utenti. L’internalizzazione del servizio di ristorazione scolastica con cucine all’interno dei plessi scolastici con personale specializzato è la risposta per una qualità elevata, per la salvaguardia della salute, per una crescita sana ed ottimale degli alunni e per mettersi al riparo da sorprese di un servizio scadente oltre che ad un concreto contenimento dei costi.

Ma anche per garantire continuità e universalità a scelte pubbliche di carattere ambientale quali recupero per scopo assistenziale di pasti non consumati, totalità di cibi biologici, uso di stoviglie biodegradabili e compostabili, utilizzo di acqua dei distributori automatici in un’ottica di economia circolare che il privato può fare solo parzialmente o non fare affatto. Tenendo in considerazione che un buon piano di ammortamento in qualche anno permetterebbe di ridurre sensibilmente i costi, con notevole risparmio sia per le casse comunali, sia per il ticket giornaliero a carico dei genitori. Inoltre l’istituzione di una Commissione di mensa scolastica, quale organo di rappresentanza può svolgere un aiuto determinante, composta da genitori e rappresentanti del corpo docente che sorvegliano lo svolgimento delle attività di refezione”. (d.d.)