Cronaca

Un libro, "Nel nome di Loris"

Scritto a sei mani

L'uccisione del piccolo Loris, strangolato tra le mura della sua casa di Santa Croce Camerina e poi gettato in fondo ad un canalone è sicuramente uno dei fatti di cronaca più brutti degli ultimi anni.

Ad essere accusata di quanto accaduto, lo ricordiamo, è la madre del bambino, Veronica Panarello, condannata alla pena di trent'anni in primo grado. Il caso adesso è diventato un libro, scritto a sei mani, dal padre del bambino Davide Stival insieme a Simone Toscano e a Daniele Scrofani, intitolato "Nel nome di Loris". Il padre del bambino, insieme al giornalista inviato della trasmissione "Quarto grado" che ha seguito l'intera vicenda e al legale Daniele Scrofani che lo ha affiancato con disgrezione dai primi giorni dopo la tragedia non appena ha scoperto che ad uccidere sarebbe stata la moglie.

Il libro è edito da Piemme ed ha la prefazione di Gianluigi Nuzzi. Quasi nessuno degli attori di questo caso si è sottratto all’esposizione mediatica. Non Veronica Panarello, con le sue numerose e contraddittorie versioni dei fatti, non la sorella, o la madre, e nemmeno molti altri che hanno soffiato sul fuoco dei sospetti, schiacciando le vere vittime, Loris, il fratellino Diego e il padre Davide. Eppure sono ancora tanti i lati oscuri di questo caso.

Adesso per la prima volta anche Davide ricostruisce la sua storia e lo fa nero su bianco, svelando anche dettagli poco noti al'opinione pubblica, con documenti e foto inedite.