Scuola

Ragusa, refezione scolastica: genitori ancora mobilitati

Incontro a Palazzo di Città

Sulla refezione scolastica a Ragusa genitori ancora mobilitati ed ancora presenti all’ultima seduta del consiglio comunale.

A raccontare come sono andate le cose Peppe Calabrese, segretario comunale del partito democratico e candidato sindaco, il quale inzia con lo “stigmatizzare l’atteggiamento antidemocratico del presidente del Consiglio comunale con riferimento alla conduzione dei lavori d’aula.” Infatti c’era stata in tal senso una “precisa richiesta rivoltagli da parte del nostro gruppo, formato dai consiglieri Mario D’Asta e Mario Chiavola per ottenere una sospensione così da consentire a tutti i rappresentanti dei gruppi politici di ascoltare le mamme del comitato che si sono ancora una volta recate a palazzo dell’Aquila.

Invece il presidente del civico consesso ha impedito tutto ciò, facendo relazionare in aula l’assessore sulla problematica in questione per tre minuti, invitando poi quest’ultimo a confrontarsi con le mamme. Riteniamo tutto questo, dal punto di vista politico, un atteggiamento incomprensibile che stigmatizziamo”. Dopo queste lamentele, Calabrese entra nel merito della vicenda refezione affermando senza mezzi termini “il cibo deve essere non solo selezionato da un punto di vista organolettico ma deve risultare anche accettabile e gustoso.

Vorrei altresì precisare che non ci sono mamme o partiti che hanno qualcosa contro questa ditta. Bensì cittadini che hanno figli e che ritengono che tutto ciò non può più andare avanti. Vedremo quello che succede tra lunedì e martedì ma non abbasseremo la guardia e siamo qui pronti in modo chiaro a utilizzare ogni mezzo civile e democratico per arrivare alla soluzione del problema. E visto che il confronto con l’amministrazione comunale non basta più, se non arriveranno le soluzioni, adotteremo altre forme di protesta più eclatanti”.

L’esponente dem poi incalza l’amministrazione Piccitto “non ci sono dubbi sul fatto che questa amministrazione si è rivelata assolutamente incapace a gestire la questione mensa. Hanno affidato un capitolato per tre mesi a una ditta che da quando si è insediata non fa altro che fare lamentare gli utenti. E’ davanti agli occhi di tutti quello che succede ogni giorno sia da un punto di vista igienico-sanitario che da un punto di vista della presentazione del cibo e della qualità del prodotto. Siamo preoccupati perché non si capisce ancora adesso come finirà questa storia. Ogni settimana, ogni giorno l’amministrazione afferma di volere revocare l’affidamento: ma perché non lo fa?

Temono non di riuscire ad esplicare gli effetti della revoca oppure c’è sotto altro? Ora hanno chiesto altri giorni, le controdeduzioni saranno presentate entro oggi (venerdì) e poi il dirigente chiede ulteriore tempo per comprendere cosa fare. Passano le settimane e siamo qui a continuare a raccogliere le lamentele di queste mamme. Come Partito Democratico siamo certi che avremmo risolto abbondantemente la questione se fossimo stati noi al governo della città perché intendiamo dare garanzia pure per quanto riguarda questi aspetti che, secondo noi, sono di facile soluzione. Ci vuole un sindaco che deve avere il coraggio delle proprie azioni perché non stiamo dando da mangiare a una mandria di bufali ma ai nostri figli”.

A dare man forte al segretario Calabrese interviene a tamburo battente l’associazione Pericentro, che aggiunge “ieri sera, a palazzo dell’Aquila, una delegazione di genitori ha reiterato la protesta riguardante la scarsa qualità del servizio mensa nelle scuole”. Ed il suo presidente Giuseppe Cavalieri conclude “abbiamo partecipato e verificato come l’amministrazione comunale prenda tempo e mantenga un atteggiamento stranamente prudente per non dire ambiguo. Intendiamo esprimere la nostra solidarietà ai genitori e assicurare che, come associazione, continueremo a vigilare e a stare al loro fianco. Verificheremo che da lunedì amministrazione e funzionari comincino a dare le risposte e prendano i provvedimenti che si sono impegnati a porre in essere”. (da.di.)