Benessere

Prugne secche: toccasana per intestino

Lo studio

Un italiano su dieci consuma la giusta quantità di frutta e verdura ogni giorno mentre tutto il resto si limita al massimo ad una porzione giornaliera che non basta per migliorare le funzionalità intestinali.

Una recente ricerca condotta da alcuni studiosi del King’s College London, il centro accademico per eccellenza sulla nutrizione e la salute digestiva, annuncia e rafforza l’indicazione nutrizionale autorizzata dalla Commissione Europea secondo cui mangiare 100 grammi di prugne secche al giorno contribuisce al normale funzionamento dell’apparato digerente. La nuova indagine ha mostrato che un consumo giornaliero pari a 80 grammi sia già sufficiente ad ottenere gli stessi benefici. Mangiare meno prugne, quindi, consente di raggiungere gli stessi effetti desiderati.

I ricercatori del King’s College London hanno basato la loro indagine su un campione di adulti inglesi con un insufficiente apporto di fibre e movimenti intestinali non regolari, riscontrando come l’aggiunta giornaliera di soli 80g di prugne secche nella dieta permettesse di incrementare sensibilmente l’assunzione di fibra del 29% e, di conseguenza, migliorare la funzionalità intestinale. Aumentare il consumo di fibra è la giusta strada da seguire per ridurre il rischio di sviluppare patologie come il cancro al colon rettale, emorroidi e costipazione.

Durante lo studio, 120 adulti in salute sono stati suddivisi in modo casuale in tre gruppi per quattro settimane, mentre mantenevano regolarmente le proprie abitudini alimentari e livelli normali di attività. Il gruppo di controllo assumeva in aggiunta solo 300 ml di acqua; il secondo gruppo 80g di prugne secche e 300 ml di acqua; il terzo gruppo 120g di prugne secche e 300 ml di acqua. Nessun cambiamento nel peso è stato riscontrato in nessuno dei tre gruppi. Questa ricerca rifiuta il “falso” mito secondo cui l’integrazione di prugne nella dieta causerebbe un aumento di peso, rafforzando i risultati di un precedente studio condotto dall’Università di Liverpool nel 2014.

Inoltre, ricercatori hanno monitorato dei cambiamenti nel microbiota intestinale, evidenziando durante lo studio un incremento significativo dei livelli di batteri intestinali salutari chiamati Bifidobacteria dovuto alla dieta a base di prugne secche. Un ulteriore beneficio nel consumo di prugne secche, quindi, sembra essere legato a una crescita nei livelli di batteri “buoni” funzionali alla salute nell’intestino.