Salute

Depressione, record in Umbria: ecco i sintomi

Indagine Eurostat e Istat

Un’indagine ufficiale di Eurostat ed Istat rivela che l’Umbria è la regione d’Italia con la maggiore percentuale di disturbi depressivi di una certa fascia di età. A soffrirne sono soprattutto gli over 65 con una percentuale che arriva fino all’8,9% contro il 6,4% di quella italiana.

I dati rivelano che in Umbria l’incidenza della depressione è del 4% contro una media italiana del 2,6%, quella dei disturbi depressivi più lieti del 5,5% contro una media nazionale del 3% e il 9,5% degli umbri ha avuto un problema depressivo contro il 5,6% dell’Italia.

Depressione che, come comunica l’Ordine degli psicologi dell’Umbria, è legata da una parte all’elevato numero di anziani presente in regione e dall’altra alla mancanza di lavoro. “Non occorrono grandi risorse per affrontare efficacemente questo tema – afferma il presidente David Lazzari -, ma chiarezza nelle strategie, nella organicità degli interventi e nella loro appropriatezza, e in questo la competenza psicologica va adeguatamente utilizzata, come peraltro prevedono esplicitamente i nuovi livelli essenziali di assistenza. Crediamo che il nuovo Piano sanitario regionale, che ci piacerebbe fosse definito come ‘Piano per la salute degli umbri’, sia l’occasione giusta per dare delle risposte e metterle a regime”.

Il disturbo depressivo maggiore, noto anche come depressione clinica, depressione maggiore, depressione endogena, depressione unipolare, disturbo unipolare o depressione ricorrente, nel caso di ripetuti episodi è una patologia psichiatrica o disturbo dell'umore, caratterizzata da episodi di umore depresso accompagnati principalmente da una bassa autostima e perdita di interesse o piacere nelle attività normalmente piacevoli (anedonia). Questo gruppo di sintomi (sindrome) è stato identificato, descritto e classificato come uno dei disturbi dell'umore nell'edizione del 1980 del manuale diagnostico edito dall'American Psychiatric Association.

Il disturbo depressivo maggiore è una malattia invalidante che coinvolge spesso sia la sfera affettiva che cognitiva della persona influendo negativamente in modo disadattativo sulla vita familiare, lavorativa, sullo studio, sulle abitudini alimentari e riguardo al sonno, sulla salute fisica con forte impatto dunque sullo stile di vita e la qualità della vita in generale. La diagnosi si basa sulle esperienze auto-riferite dal paziente, sul comportamento riportato da parenti o amici e un esame dello stato mentale. Non esiste attualmente un test di laboratorio per la sua diagnosi. Il momento più comune di esordio è tra i 20 e i 30 anni, con un picco tra i 30 e i 40 anni.