POlitica

Ragusa, Movimento 5 Stelle e candidatura Tringali

In corsa per la poltrona di sindaco

Dopo il ‘gran rifiuto’ alla candidatura a sindaco di Ragusa sia dell’attuale primo cittadino Federico Piccitto che del suo vice Massimo Iannucci, il popolo grillino (o chi per esso) trova nel presidente del consiglio comunale, Antonio Tringali, il suo concorrente nella corsa per la principale poltrona istituzionale del comune capoluogo.

Ed è un nome, quello di Tringali, che riceve l’imprimatur di due dei maggiori esponenti del gruppo consiliare 5 stelle, Massino Agosta e Maurizio Stevanato, che in una nota affermano “la scelta democratica sul nome di Tringali da proporre ai vertici del Movimento come candidato a sindaco, riveste significati che saranno meglio esplicati, dallo stesso, nelle prossime settimane, a noi preme evidenziare come la votazione, aperta, trasparente, che non lascia adito a eccezioni di qualsivoglia natura, nella sostanza e nei numeri, rappresenti la fondamentale unità della base che non è mai venuta meno, anche nei momenti più difficili, che costituisce le fondamenta di una fase di maturità del Movimento, a Ragusa, che dovrà fare tesoro del passato e, soprattutto, avrà bisogno dell’esperienza del passato per affrontare meglio nuovi e più ambiti traguardi”.

Toni placati e rassicuranti, dunque, che però non esimono i due illustri esponenti pentastellati dal dover doverosamente dar conto delle voci che circolano insistentemente non solo negli ambienti politici cittadini ma un po’ in tutto il tessuto sociale ragusano. Ed infatti Agosta e Stevanato precisano “è in errore chi pensa che il Movimento 5 Stelle, a Ragusa, sia spaccato, e che c’è stata troppa fretta nell’individuare un candidato sindaco da proporre alle prossime comunali. Troppa fretta hanno avuto, invece, quanti hanno pensato di disquisire sul dopo Piccitto e sul dopo Iannucci, non ci sarà un dopo ma la logica continuazione di un percorso del Movimento 5 Stelle che è consolidato, ormai, da anni.

Il problema è che si discute sempre e solo del Movimento 5 Stelle, qualunque cosa accada al suo interno è subito argomento di discussioni, di commenti. Ci sarà consentito rilevare come tensioni, contrasti, ambizioni di vertice ci sono in tutte le formazioni politiche, da noi tutto fa impressione”. Fatte queste premesse, i due consiglieri aggiungono “ci permettiamo sottolineare come, dopo cinque anni di vita consiliare, sono quasi del tutto scomparse le originarie formazioni politiche, sostituite da nuove sigle cangianti nei simboli e nelle composizioni, solo il gruppo del Movimento 5 Stelle è rimasto fondamentalmente integro, ha perduto dei pezzi (in alcuni casi è stato pure meglio), non c’è una maggioranza in aula, ma questo non ha fatto venire meno l’impegno dei 5 Stelle, aiutati anche dalla inefficienza e dall’inadeguatezza politica di chi ha cercato solo di superare l’avversario per abbatterlo e non per sostituirsi ad esso con proposte costruttive, mai esistite”.

Un ultimo cenno, infine Massimo Agosta e Maurizio Stevanato, lo riservano anche alla questione delle elezioni politiche, la candidature alle quali hanno fortemente penalizzato il movimento nella sua espressione ragusana “anche l’esito delle candidature per le nazionali ci deve unire perché a uscire sconfitta è la città è l’amministrazione che non hanno visto riconosciuto il lavoro svolto, a tutti i livelli. Le ambizioni personali hanno distorto l’obiettivo che doveva essere quello di una rappresentanza della città per la città, l’immediata ricerca di un candidato forte non è solo strumento per controbattere gli avversari politici ma, più ancora, quella di mettere sul piatto una figura forte, che non guardi in faccia nessuno e metta al primo posto il rispetto per la comunità e per il Movimento che rappresenta, è bene ricordarlo, la base sulla quale poggiano i vertici. In diverse occasioni i 5 Stelle di Ragusa non sono stati tenuti nella giusta considerazione, da oggi l’obiettivo sarà quello di farci sentire e ricordare che Ragusa, grazie alla considerazione per i tanti attivisti, costituì uno dei pilastri del successo grillino”. (da.di.)