Cultura

Caffè Quasimodo Modica ricorda Umberto Saba

Nella Giornata della Memoria

“Parlavo vivo ad un popolo di morti. Morto, alloro rifiuto e chiedo oblio”: Con queste parole riportate in una epigrafe del poeta Umberto Saba, Domenico Pisana, Presidente del Caffè Quasimodo di Modica, ha aperto il VII appuntamento del circolo culturale modicano, che si è tenuto lo scorso fine settimana al Palazzo della Cultura per ricordare la figura di Umberto Saba a 135 anni dalla nascita e di proposito nella ricorrenza della Giornata della memoria. Il poeta triestino, infatti, allo scoppio della Grande Guerra venne richiamato alle armi dapprima a Casalmaggiore, in un campo di soldati austriaci prigionieri, e nel 1917 al Campo di aviazione di Taliedo, mentre nel 1938, con la promulgazione delle leggi razziali, fu costretto ad emigrare in Francia, rifugiandosi successivamente a Roma e poi a Firenze.

L'intervento di Michele Armenia, studioso di Saba e docente di Lettere classiche nel Liceo classico di Modica, ha intrattenuto i presenti con riflessioni critiche puntuali ed originali, sviluppando il concetto di "poesia onesta", la scelte tematiche del Canzoniere del poeta triestino, le vicende più dolorose della sua vita tra la prima e la seconda guerra mondiale, e la dimensione di ricerca della verità che attraversa tutta la sua poetica e il Canzoniere. Pisana nel suo intervento ha evidenziato come la poesia di Saba sia uno strumento per la ricerca della verità interiore e si serva di versi chiari e trasparenti tendenti al giusto equilibrio tra sentimento ed arte, tra contenuto e forma.

Durante la serata sono state lette dall'attore e regista Giorgio Sparacino le poesie: "Mio padre è stato per me l’assassino - Trieste – Città vecchia - A mia moglie - A un giovane comunista - Ulisse e Amai". Una giovane studentessa del Liceo classico di Modica, Edgarda Di Martino, ha letto la poesia "La capra". La serata è stata arricchita dagli interventi musicali del Duo “Vindigni-Marino” di Pozzallo e si è conclusa con la declamazione di una poesia in omaggio a Umberto Saba a 60 anni dalla morte, composta dal Presidente del Quasimodo.