Economia

Settore costruzioni, a Ragusa 50 imprese in meno in un anno

I dati del comparto illustrati da Edilcassa

Perse oltre 5 mila imprese artigiane nel settore delle costruzioni in Sicilia negli ultimi otto anni, 426 solo nel 2017, 28.000 i lavoratori in meno negli ultimi 5 anni.

Nel primo trimestre del 2017 in provincia di Ragusa ci sono 50 imprese artigiane delle costruzioni in meno rispetto all'anno precedente. Sono solo alcuni dei numeri del comparto edile illustrati da Edilcassa Sicilia, nel corso di un incontro tenuto a Palermo, nell’ambito degli appuntamenti per celebrare il ventennale della fondazione della cassa. Al terzo trimestre del 2017 in Sicilia si contano 21.172 imprese artigiane delle Costruzioni, nel 2016 si contano 2.633 imprese artigiane delle Costruzioni gestite da giovani under 35, pari al 12,2% del totale. Oltre la meta? (61,3%) si concentrano in tre province: Catania (25,4%), Palermo (18,5%) e Messina (17,4%).

Sull’Isola le micro e piccole imprese con meno di 50 addetti delle Costruzioni rappresentano il 99,8% delle imprese totali del settore. Rispetto agli altri macro-settori sia nel lungo periodo (terzo trimestre 2012 – terzo trimestre 2017) che nel breve (terzo trimestre 2016 – terzo trimestre 2017) il calo registrato nelle Costruzioni risulta il più ampio. Nel lungo periodo, infatti, il settore Manifatturiero registra una flessione del -1,4% e i Servizi del -2,3% e nel breve il Manifatturiero registra una variazione tendenziale del - 0,3% e i Servizi del -0,4%. Nelle micro e piccole imprese con meno di 50 addetti delle Costruzioni sono 62.784 gli occupati, il 91,5% dei lavoratori totali (il numero di addetti che operano in imprese con meno di 10 addetti rappresentano il 71,6%).

Sono invece 33.148 gli addetti nelle imprese attive artigiane delle Costruzioni. Questi rappresentano il 48,3% del numero complessivo di occupati nel settore e il 25,2% dei 131.309 addetti che operano in tutte le imprese artigiane in Sicilia. In Sicilia il tasso di occupazione irregolare rilevato per il settore delle Costruzioni nel 2016 e? pari al 23,3% superiore di 7,2 punti rispetto al tasso di irregolarità nazionale del 16,1%. Nel 2016 sono 1.704 gli infortuni denunciati dalle imprese delle Costruzioni, in diminuzione del 5,6% rispetto all’anno precedente. Di questi, 691 – meno della meta? (40,6%) – sono quelli denunciati nelle imprese artigiane del comparto. Nel 2016 in Sicilia il valore aggiunto realizzato dalle imprese del settore delle Costruzioni ammonta a 3.738 milioni di euro, pari al 20,1% del valore aggiunto realizzato da tutte le imprese del comparto presenti nel Mezzogiorno.

Questo valore risulta più basso (- 31,6%) di quello prodotto nel 2008 (anno pre-crisi) e più alto del 4,3% rispetto all’ammontare del valore aggiunto nel 2014, anno in cui si e? raggiunto il valore più basso nelle Costruzioni. Gli investimenti nel settore delle Costruzioni sull’Isola negli ultimi 5 anni sono calati del 22,3%, risultando più bassi di 2.108 milioni di euro rispetto al 2010. Al quarto trimestre 2016 si registra per il dodicesimo trimestre consecutivo un trend positivo delle compravendite residenziali: +11,8%. Attraverso i dati Istat del Censimento 2011 si evince che nella regione il 26,2% delle abitazioni sono in mediocre e pessimo stato di conservazione ( in provincia di Ragusa sono il 20,6%). Il 72,8% delle case sono state costruite oltre 35 anni fa, prima del 1981, e il 23,8% presentano cattive condizioni.

A ottobre 2017 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno i finanziamenti erogati alle imprese delle Costruzioni risultano in diminuzione del 14,9%. Ma un altro dato lascia molto riflettere: la Sicilia, dopo la Campania e la Calabria, registra l’intensità più bassa di utilizzo delle detrazioni per spese di recupero del patrimonio edilizio e interventi finalizzati al risparmio energetico, misurata in rapporto al reddito complessivo, pari mediamente allo 0,35%, inferiore rispetto allo 0,69% registrato a livello medio nazionale.

La Edilcassa pensa adesso di puntare su due direzioni: la prima riguarda le nuove attività, quelle sul riuso, sul risparmio energetico e per questo serve la formazione dei lavoratori, l'altra è riuscire a sostenere un’uscita più flessibile dei lavoratori dal settore, e trovare forme di finanziamento che possano aiutare ad una pensione anticipata.