Sanità

Ragusa, 118 al Paterno' Arezzo: interviene Laboratorio

La nota di Sonia Migliore

Non sono state ritenute evidentemente soddisfacenti, dal laboratorio 2.0, le motivazioni fornite dall’Asp di Ragusa in merito al trasferimento del servizio 118 dal quartiere barocco all’Ospedale Maria Paternò Arezzo.

Afferma infatti la portavoce del laboratorio, la consigliera comunale Sonia Migliore “il fatto che nel quartiere di Ragusa Ibla non ci siano più né la guardia medica né la postazione del 118 fa compiere diversi passi indietro all’offerta sanitaria nei confronti dei cittadini e dei turisti. Allocare l’ambulanza del 118 all’Ospedale Paternò Arezzo non è per niente la stessa cosa rispetto ad averla all’interno del quartiere. Ancora una volta chi amministra la città sembra dimenticare le particolarità urbanistiche che rendono Ibla ciò che è: un centro storico a parte, una cittadella con le proprie esigenze e tante necessità in alcuni casi molto diverse dal resto di Ragusa”.

Dopo aver evidenziato che “se fino a qualche giorno fa la situazione era accettabile, anche se non ottimale, con il trasferimento dell’ambulanza e l’inspiegabile assenza, ormai da qualche anno, della guardia medica, a Ibla si vive in una costante condizione di rischio. Questa parte della città, per questi specifici argomenti, andrebbe analizzata come agglomerato urbano a sé stante”, la Migliore incalza “riteniamo non plausibile che sia stato impossibile trovare dei locali idonei per mantenere la postazione del 118: il Comune avrebbe potuto mettere a disposizione, per esempio, un paio di stanze della Scuola Pascoli in via San Domenico, proprio dove una volta stava la guardia medica.

Si è ancora in tempo per convergere su questa soluzione. Si dimentica, inoltre, la particolare viabilità di Ibla. In caso di emergenza l’ambulanza non sarebbe in grado di raggiungere alcune vie, indipendentemente dal fatto che la sua base di partenza sia il centro del quartiere o l’ospedale. Per questo motivo, in ogni caso, il 118 a servizio di Ibla dovrebbe essere svolto con una mini ambulanza. La distanza dal Paternò Arezzo a Ibla e poi da quest’ultima all’Ospedale Nuovo, una volta che sarà aperto, farebbe perdere prezioso tempo in più in caso di un intervento. Tutto ciò, naturalmente, senza avere un presidio di guardia medica. Quella di Ragusa superiore, al momento, è a servizio dell’intera città, mentre Ibla, per i motivi espressi poco prima avrebbe bisogno di una propria postazione”.

Pertanto, conclude la Migliore, “il Laboratorio 2.0 su questi temi condurrà una battaglia, anche per fare in modo che pure a Ibla possa trovare posto non solo una mini ambulanza per il 118, ma anche un presidio di guardia medica aggiuntivo”. (da.di.)