Rifiuti

Scicli, dopo nuovo si Tar ad impianto Cuturi: protesta M5S

Rigettato anche il ricorso del Comune

Sempre di strettissima attualità l'emergenza rifiuti in Sicilia. Mentre nel palermitano si cerca di trovare una soluzione alla saturazione della discarica di Bellolampo e il Presidente della Regione Musumeci si prepara ad incontrare giovedì il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, per chiedere poteri straordinari per accelerare l'eventuale realizzazione della settima vasca della discarica del palermitano, a Scicli riesplode la polemica legata all'ampliamento dell'impianto di contrada Cuturi. Dopo che il Tar di Catania ha rigettato anche il ricorso del Comune di Scicli contro gli atti autorizzativi dell'impianto emessi dalla Regione interviene in queste ore il Movimento 5 Stelle.

"Si tratta di un mega impianto in totale contrasto con la vocazione turistica di Scicli - dichiara la deputata regionale Stefania campo - che sottolinea: “Non abbiamo nulla contro la ditta che gestisce l'impianto, ma sono evidenti i gravi pericoli per la salute pubblica connessi ad un impianto di una simile portata, soprattutto nell'impossibilità di effettuare concretamente i controlli necessari. Inoltre il centro abitato di Scicli è troppo vicino, non vi è la distanza minima di sicurezza”. Per questo la parlamentare regionale iblea ha presentato una mozione per chiedere al Governo Musumeci la revoca dei nuovi provvedimenti.

Il M5S già nel 2016, con una lunga serie di accessi agli atti e studio di documenti, era riuscito a bloccare l'iter dell'ampliamento, costringendo il Governo Regionale prima a sospendere le autorizzazioni e poi a revocarle del tutto, ma anche quella volta il Tar si espresse a favore dell'impianto. Sulla vicenda interviene anche Marialucia Lorefice, deputata uscente del M5S alla Camera: “Ancora oggi non riusciamo ad ottenere risposte chiare e soprattutto esaustive né da parte dell’assessorato regionale né da quella ministero di merito. Da tempo ci battiamo per averne e per dare riscontro ai tanti cittadini legittimamente preoccupati.

Già nel lontano Aprile 2016 avevamo presentato un’interrogazione parlamentare al ministero dello sviluppo economico a mia prima firma, sono passati quasi due anni di totale silenzio. Ecco perché anche in questi giorni abbiamo fatto una richiesta d’accesso agli atti. Vogliamo visionare i documenti e fare chiarezza sui finanziamenti destinati all’ampliamento della discarica”. “Rispettiamo l'ordinanza del Tar - afferma Giampiero Trizzino parlamentare regionale del M5S e già presidente della commissione ambiente nella scorsa legislatura - ma continueremo a percorrere ogni strada possibile per cercare di bloccare questo mega-impianto.

Sarà uno dei primi argomenti che porteremo in commissione ambiente ed esorteremo l'Assessore Cordaro, a revocare il D.A. 330 per motivi di pubblico interesse.