Benessere

Dieta Mediterranea: toccasana per anziani

Riduce fragilità

Gli anziani che fanno una dieta mediterranea sono a meno rischio di fragilità.

Gli anziani fragili possono spesso sentirsi a basso contenuto energetico e avere perdita di peso e debole forza muscolare. Hanno maggiori probabilità di soffrire di numerosi problemi di salute, tra cui cadute, fratture, ospedalizzazione, collocamento in case di cura, disabilità, demenza e morte prematura. La fragilità è anche associata a una minore qualità della vita. Lo rivela uno studio pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society e condotta da Kate Walters, e Gotaro Kojima, della University College di Londra. I ricercatori hanno coinvolto nello studio quasi 5800 anziani di vari paesi tra cui l'Italia.

Gli esperti hanno visto che tanto più fedelmente gli anziani aderivano ai precetti della dieta mediterranea (ricca di pesce, legumi, frutta secca, frutta e verdura), tanto minore era il rischio di questi anziani di divenire fragili. I più fedeli seguaci della dieta nostrana hanno un rischio di fragilità dimezzato rispetto ai coetanei che non mangiano secondo la tradizione mediterranea. Ma vediamo cosa si mangia nella dieta Mediterranea. A ogni pasto principale ci sono 1 o 2 porzioni di frutta, più di due porzioni di verdura. A ogni pasto principale ci sono pane o pasta o riso o cous cous o cereali, preferibilmente integrali.

Ogni giorno si possono mangiare: da 1 a 2 porzioni di semi, noci o olive; 2-3 porzioni tra latte, yogurt e latticini, preferendo i magri; 3-4 cucchiai massimo di olio di oliva. Erbe, spezie, aglio e cipolle. Durante la settimana è necessario consumare minimo due porzioni di legumi, dalle 2 alle 4 uova, più di due porzioni di pesce, due porzioni di pollame o carne bianca, una porzione carne rossa e una porzione di salumi. Vino, giornalmente o settimanalmente, con moderazione. I dolci si mangiano meno di due volte a settimana. In una variante si accostano ai dolci i carboidrati raffinati: pane, pasta, riso e pizza bianchi non vanno consumati quindi più di due volte a settimana.