Scuola

Refezione scolastica Ragusa: genitori in aula consiliare

Richieste del Pd

Aula consiliare ‘invasa’ da genitori mercoledì pomeriggio, in occasione della seduta del civico consesso, per protesta contro le pessime condizioni del cibo somministrato agli scolari della refezione scolastica.

Il caso è ormai ampiamente noto: già al secondoi giorno di avvio del servizio, è arrivato riso rancido ad aggravare una situazione di ritardi nella distribuzione del vitto. Ad intervenire immediatamente sulla vicenda sia il partito democratico, nella sua espressione istituzionale, ovvero i consiglieri Mario D’Asta e Maria Chiavola, ed in quella politica, per bocca del segretario comunale Peppe Calabrese, sia il laboratorio 2.0 con una nota del direttivo. Anzi, era stato lo stesso Calabrese ad esortare i genitori degli scolari a presenziare alla seduta consiliare. E così è stato, con momenti anche di concitazione.

A farne il resoconto lo stesso segretario dem Calabrese che va direttamente al dunque “chiediamo al sindaco di revocare, o almeno sospendere, il servizio di refezione scolastica assegnato all’attuale ditta che, in appena tre giorni, ha dimostrato di essere inadatta ad espletare al meglio il servizio per i bambini delle scuole della città di Ragusa. Lo chiediamo come forza politica anche dopo avere preso atto del grande dissenso manifestato dai genitori durante una convulsa riunione tenutasi in sala Giunta a palazzo dell’Aquila in cui è stata criticata con durezza l’attività della ditta in questione”. Calabrese chiama poi in causa direttamente il sindaco Piccitto “che ha tentennato sulla vicenda rimandando più volte a riferimenti normativi che, in questa fase, lasciano il tempo che trovano, e che ha il dovere di dare una risposta chiara alla cittadinanza perché stiamo mettendo in dubbio la salute dei nostri figli. E questo non può essere”.

A dare sponda al segretario comunale anche il capogruppo del Pd Mario D’Asta che afferma “non è possibile fare i conti con un disagio del genere, a maggior ragione perché stiamo parlando di una ditta che in passato aveva fatto registrare problemi analoghi (una chiave inglese nella minestra nel 2014 n.d.r.). Le verifiche, a questo punto, hanno già dimostrato tutto quello che c’era da sapere. Anche perché il malcontento dei genitori è diffuso. E se ciò è accaduto dopo appena tre giorni di servizio una ragione deve esserci. Abbiamo anche preso atto delle dichiarazioni rese alla stampa dal titolare della ditta che ha ammesso che ci sono stati dei problemi. Riteniamo si tratti di una questione estremamente seria che va affrontata subito e con capacità politica. Dimostri Piccitto, almeno per una volta, di essere il sindaco di questa città e dia delle risposte concrete alla cittadinanza”.

Riguardo poi al fatto che “la Giunta Piccitto, presente con il sindaco e con altri assessori ha cercato di prendere tempo chiedendo qualche giorno di tempo”, Calabrese aggiunge “. noi riteniamo che, dopo quanto accaduto, ci siano già le condizioni per attuare la decisione da tutti attesa. Tutto ciò per evitare che possano verificarsi conseguenze ancora più gravi anche nei confronti di qualche bambino celiaco”. Da registrare infine sulla vicenda anche un intervento della consigliera Elisa Marino, del movimento Insieme. La quale afferma “la questione della refezione scolastica merita la massima attenzione da parte di tutti. Se il Comune intende adottare tolleranza zero in proposito, come ha dichiarato l’assessore alla Pubblica istruzione Gianluca Leggio, è opportuno che possano essere attivati tutti gli strumenti predisposti dalle normative, comprese le commissioni miste per la verifica della qualità dei cibi, a tutela dei nostri figli”.

Tuttavia la Marino intende anche togliersi un sassolino dalla scarpa e precisa “preoccupa il fatto che ci sia chi cerca di cavalcare strumentalmente, e a fini politici, aizzando anche le mamme, questa vicenda. Invece no. Invece occorre essere tutti uniti perché il problema è estremamente serio e va risolto nella maniera più adeguata. Gli studenti delle scuole dell’infanzia e primarie devono essere tutelati. E la politica deve intervenire non per la campagna elettorale ma per sanare le difficoltà emerse. Avevamo già detto che non bisognava dare la proroga. E guarda caso tutte le criticità sono venute fuori. Guardare al passato, però, non serve a niente. Si pensi soltanto a garantire i più piccoli”. (da.di.)