Enti locali

Modica tenta di evitare il dissesto

Votata dal Consiglio possibilità di rimodulare piano di riequlibrio

Con diciotto voti favorevoli e sette astenuti anche il consiglio comunale di Modica, dopo l'approvazione della Commissione bilancio, ha votato l’adesione alla possibilità di rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale così come prevede una norma inserita nella legge di stabilità 2018.

Il risultato è arrivato dopo due ore di dibattito il sindaco ha spiegato che l'Ente può avvalersi della possibilità di poter aderire, come da legge di stabilità 2018, alla rimodulazione secondo i parametri previsti tra l’indebitamento certificato e l’ammontare della spesa riferito all’ultimo esercizio finanziario. La legge dà la possibilità di rimodulare i piani di riequilibrio sino a venti anni. La volontà dell’Ente di avvalersi di questa possibilità tara un rientro del debito in modo più agevole; questo consentirebbe all’ente di poter liberare risorse che potranno essere impiegate in modo produttivo. Questo momento è importante in attesa di una sentenza delle sezioni unite della Corte dei Conti che dovrà esprimersi sul ricorso contro la dichiarazione del dissesto del Comune di Modica.

La consigliera Ivana Castello ha rilevato che questa è la quinta volta che si cerca di rimodulare un piano di riequilibrio. La quarta volta non è stato rispettato il termine perentorio del 30 settembre da parte del consiglio; il piano di riequilibrio è stato approvato invece in giunta che non poteva sostituirsi al civico consesso. Il ricorso in questo senso dell’amministrazione è stato perso. Il dissesto chiesto dalla Corte dei Conti è dovuto al fatto che l’ente non ha rimodulato il piano secondo il termine perentorio e questa non dà alcuna possibilità al Comune di poter redigere una nuova rimodulazione di piano. La legge c’è per i Comuni virtuosi e che danno prova e dimostrazione di risanamento con l’approvazione degli atti finanziari in tempo. La Corte dei Conti ha già deliberato che il Comune di Modica non può rimodulare un nuovo piano perché il magistrato contabile ha già detto che l’ente non ce la potrà fare mai a risanare. Insomma un’amministrazione fallimentare. Le transazioni poi servono a mascherare i debiti fuori bilancio che significa nasconderli.

Secondo la Castello questa norma serve all’amministrazione per prendere tempo in quanto non è cambiato nulla. Arrivare insomma alla prossima campagna elettorale per le amministrative senza la dichiarazione del dissesto. Vito D'Antona aveva chiesto di rinviare la discussione di qualche giorno, valutando difficile una risposta robusta atteso l’asset burocratico sugli uffici finanziari dove manca un assessore. La verità secondo D’Antona è che il sindaco vuole evitare la dichiarazione del dissesto prima della campagna elettorale per le amministrative. Il consigliere Giovanni Scucces rileva che la maggioranza non partecipa al dibattito e che la città in questi quattro anni e mezzo continua a navigare in acque non tranquille. Si chiede cosa significa comprimere il debito in venti anni quando nei trent’anni c’erano difficoltà di adempiere alla rimodulazione del piano.

Se il sindaco intende dare assicurazioni lo deve fare con una documentazione. Il consigliere Luigi Giarratana precisa che si tratta di un’adesione ad un nuovo piano e non di fare oggi un nuovo piano di riequilibrio finanziario. Se questa è la situazione, la commissione bilancio ha dato il suo parere favorevole dopo un’analisi della nuova disposizione di legge. Il consiglio non si può fare sfuggire questa possibilità. Il consigliere Andrea Rizza valuta che bisogna dare una votazione cosciente. Se oggi non ci fosse data la possibilità il comune di Modica sarebbe già in dissesto: l’amministrazione Abbate ha agito a volte in maniera scellerata e a volte in modo superficiale. Qui si corre il rischio di voler allungare i tempi per la dichiarazione di dissesto. Si sarebbe aspettato dal sindaco un intervento più di merito e quindi nei contenuti rispetto alla illustrazione della norma.

Il consigliere Carmelo Cerruto evidenzia che non si può votare la rimodulazione di un nuovo piano se il sindaco non dice come intende risanare l’ente e capire quale è l’inversione di tendenza. Il consigliere Tato Cavallino puntualizza che si tratta di un’adesione ad un piano di riequilibrio e non di altro. Il comune di Modica è stato baciato da una fortuna. Gli altri gruppi, compresa Forza Italia, avevano presentato degli emendamenti in Parlamento di cui non si è tenuto conto. Questa possibilità sia da monito all’amministrazione per poter rimodulare il piano. Si dichiara contrario alla discussione in una commissione convocata ad hoc.

Il sindaco nel suo intervento precisa che la riformulazione del piano ha un percorso diverso rispetto ai precedenti e che questa legge dà la possibilità di partire da zero. Per quanto riguarda la dilazione dei venti anni il coefficiente uscirà fuori dalla riproposizione del nuovo piano. Il Comune si trova nella forbice tra i quindici e i venti anni per ammortizzare il debito. Quando sarà il momento di presentare il piano rimodulato si parlerà di cifre, di relazioni inviate alla Corte dei Conti per l’anno 2016 per capire come procede il risanamento. Alla fine il punto viene votato a maggioranza.