Pace

Veglia per la Pace promossa dalla Caritas

Ascoltate commoventi testimonianze

Momenti di grande emozione e commozione quelli vissuti a Modica durante la veglia interreligiosa per la Pace promossa dalla Caritas diocesana di Noto e dalla comunità missionaria intercongregazionale, a Modica, a Villa Polara.

Nel corso della veglia sono state ascoltate alcune storie dalla stessa voce di chi le ha vissute, come quella di Buba, 17 anni, di Conakry, la capitale della Guinea. Il ragazzo ha raccontato le sue vicissitudini attraverso il deserto, gli stenti ed i soprusi. Infine il viaggio su un gmmone in 125, in piena notte. Il racconto di Buba, che non era previsto, ha messo un 'sigillo' forte alla veglia di preghiera. Buba arrivato a Pozzallo ha iniziato la scuola di alfabetizzazione, e adesso frequenta il Nautico. La veglia era iniziata con un video dal titolo “Un canto per la pace”. Poi la riflessione affidata a quattro testimonianze su altrettante ‘azioni’ tratte dal messaggio del Papa: accogliere, proteggere, promuovere e integrare.

Valeria Ponente, psicologa che presta il proprio servizio alla Casa delle Culture di Scicli, dove sono sino ad ora ospitati 700 soggetti vulnerabili (bambini, famiglie, donne sole o con minori) ha spiegato come nel centro si lavori non solo per un'accoglienza dal punto di vista dei bisogni fisici, ma “offrendo spazi mentali di condivisione, in cui possano sentirsi sicuri, possano fidarsi e affidarsi. Accoglienza, quindi, è fare un percorso insieme, sostenendo questi ragazzi, queste donne e queste famiglie a riacquisire consapevolezza dei loro diritti e della loro dignità. Tutti abbiamo diritto alla pace”. Proteggere: ne ha parlato Giorgio Abbate, presentando il lavoro del progetto 'Presidio', che ha proprio il compito di tutelare i migranti dallo sfruttamento.

E poi Latif, che frequenta la scuola d'italiano per stranieri di Modica: “Ora leggo un po', scrivo un po'”. “La nostra scuola – ha detto una delle insegnanti – è innanzitutto un luogo d'incontro tra culture diverse. Un incontro di persone che, imparando una lingua, riscoprono il linguaggio dell'amicizia”. La quarta testimonianza quella di Murad, che viene dalla Tunisia: dopo una lunga e dolorosa attesa è riuscito a ricongiungersi con la sua famiglia. È riuscito a pronunciare solo qualche parola, per l'emozione. È stato Cristian Modica, del Centro ascolto della Caritas, a spiegare l'impegno di un intero quartiere, a Modica bassa, a permettere una proficua integrazione di Murad e della sua famiglia.

“Quando andiamo a casa loro – ha detto Cristian – è una festa dell'accoglienza”. Infine il momento della preghiera. Il pastore Francesco Sciotto, della Chiesa Valdese, ha pregato il salmo 107, chiedendo a Dio “di far giungere alle nostre orecchie il grido di chi fugge”. Anna Brunelli, oblata benedettina, ha letto il messaggio inviato dalle suore Benedettine di Modica: “Amare nonostante tutto. La pace è concordia e fiducia reciproca”. Poi Daudà, del Mali, ha pregato prima in arabo e poi in italiano, “perché Dio, il misericordioso, conceda la pace a noi, alle nostre famiglie, a tutto il mondo”. A chiudere la veglia la riflessione del vicario generale della diocesi di Noto, don Angelo Giurdanella: “Con la preghiera abbiamo bussato al cuore di Dio”.