Natale

Giarratana, numeri record per il Presepe vivente

Oltre centotrenta figuranti

Una ricostruzione storica perfetta sotto tutti i punti di vista. Un sito paesaggisticamente affascinante che, non a caso, viene definito “museo a cielo aperto”. E’ una cornice suggestiva quella che fa da sfondo al presepe vivente di Giarratana che è andato in scena ieri sera.

Un esordio convincente, premiato da un grande afflusso di pubblico, oltre tremila biglietti staccati per un numero complessivo di presenze di circa cinquemila persone che hanno sciamato tra le vie dell’antico quartiere del Cuozzu. Parecchia la curiosità da parte dei visitatori di ammirare il miglior presepe d’Italia, riconoscimento attribuito dall’opera internazionale “Praesepium historiae ars populi”. A fare gli onori di casa il sindaco di Giarratana, Bartolo Giaquinta. “E’ stato per noi un grande onore – afferma il primo cittadino – avere ricevuto un numero così alto di visitatori a cui abbiamo potuto fare ammirare il lavoro portato avanti con grande dedizione e impegno da tutta la nostra comunità cittadina, con in primo piano l’associazione “Amici ro Cuozzu”. E’ stato davvero un bel momento perché tutti hanno apprezzato parecchio l’allestimento”.

Il presepe vivente di Giarratana sarà replicato sabato 30 dicembre e ancora l’1, il 5 e il 6 gennaio. Il raduno in piazza Municipio, a partire dalle 17,30. Notevole, nel corso della prima serata, l’afflusso di gente che, calate le ombre della sera, si è riversata in massa nello spazio antistante il palazzo di Città. I visitatori si sono inerpicati nella parte alta del centro montano, l’antico quartiere di Giarratana, per vivere da vicino un’esperienza irripetibile, tuffandosi nel passato. Con le fiaccole a delimitare il percorso, il “Cuozzu”, grazie alle antiche casette disseminate ovunque, si è rivelato un vero e proprio scrigno di sorprese per chi ha cercato di scoprire che cosa significava, un tempo, fare parte integrante di una comunità.

E così la ricostruzione degli antichi mestieri è stata curata sotto tutti i punti di vista. E’ stato possibile ammirare il fabbro, il falegname, il contadino, ma anche chi prepara la pasta, chi seleziona il grano e chi realizza i cesti con le liane. Ma anche i venditori di frutta e chi ha deciso di dedicare una parte della propria giornata al ferro da stiro e al cucito. Una ricostruzione attenta, sapientemente dosata, la cui qualità è notevolmente migliorata rispetto agli ultimi anni, da quando cioè l’associazione culturale “Gli Amici ro Cuozzu” si occupa di allestire il presepe, in grado di suscitare l’attenzione di numerosi visitatori. Che raggiunge il massimo livello sulla sommità del “Cuozzu” dove, nei ruderi dell’antico castello, è stata ricavata la grotta della Natività.