Mafia ed economia

Economia, mafia e Politica a Vittoria

Intervento di Articolo Uno MDP

Gli arresti eseguiti qualche giorno fa a Vittoria rappresentano l'ulteriore conferma dell'esistenza di una questione mafiosa nell'economia e nel tessuto sociale vittoriese.

Ad intervenire in tal senso sono Francesco Aiello e Gianni Battaglia rispettivamente per il Coordinamento cittadino di Vittoria e provinciale di Ragusa di Articolo Uno MDP. "Per troppo tempo e in diverse circostanze molti esponenti della politica, delle Istituzioni, hanno rivolto l’indice accusatore contro chi denunciava l’esistenza, storica e radicata, di nuclei forti di economia mafiosa, soprattutto nella filiera agroalimentare" scrivono i due firmatari di una lunga nota in cui si plaude alla tenacia degli inquirenti che hanno cominciato a scoperchiare alcuni santuari del dominio mafioso della economia a Vittoria, che fanno sperare in un cambiamento della situazione.

Serve però la partecipazione cosciente e consapevole del Movimento democratico, al quale spetta il compito non solo di sostenere questo impegno dello Stato e della Magistratura, ma anche di individuare le forme e i modi di un superamento della condizione di dipendenza dell’economia e della attività di migliaia di aziende dal potere mafioso. Mdp-Articolo Uno in realtà denuncia da anni lo sviluppo di una economia particolare, che ha segnato un cambiamento strategico delle vecchie organizzazioni criminali, mafia e stidda, che storicamente sono state presenti nell’area centro meridionale della Sicilia, con epicentro nel mercato vittoriese, attraverso l'acquisizione di posizioni dominanti nei settori economici più prossimi all'agricoltura: ad esempio quello della commercializzazione dentro e fuori il Mercato, della imposizione di aggi e provvigioni illegali, del taroccamento sistemico dei prodotti in transito nel territorio, provocati dalla concentrazione di interessi e funzioni contrastanti nella figura aberrante della Doppia Attività, considerata vergognosamente dalle Istituzioni locali una realtà positiva e liberale, degli imballaggi e del nuovo concetto di "packaging", del riciclo della plastica dismessa, o del sistema di vendita e delle deformazioni radicali del meccanismo di formazione dei prezzi, dentro e fuori il Mercato, del mondo della fatturazione a ventaglio, del sistema dei trasporti nell’intera Sicilia, dell’abbandono nelle mani degli usurai e dei “soccorritori" spontanei di migliaia e migliaia di piccole e medie aziende, agricole, artigiane e commerciali, ridotte ormai al lastrico.

Il nuovo regolamento del Mercato, trasmigrato dalla vecchia alla nuova amministrazione, ha legittimato nella sostanza tutte le anomalie già presenti all’interno della struttura, scatenando l’assoluto distacco dei meccanismi commerciali in essere dalle regole e dalla legalità, denunciano ancora Aiello e Battaglia. Il Procuratore della Repubblica di Catania, Zuccaro, in conferenza stampa ha esordito dicendo: "Non ci fermeremo fino a quando il mercato di Vittoria sarà liberato dalla cappa mafiosa, ancora presente, che impedisce la libera concorrenza".

Questo secondo Articolo Uno MPD conferma la necessità della richiesta di "Tavolo Verde Sicilia" e di Articolo Uno MPD, di procedere verso il Mercato con l'accesso di una specifica Commissione del Ministero degli Interni, volta ad accertare il livello di infiltrazione e di condizionamento mafioso del Mercato Ortofrutticolo di Vittoria. Allo stato delle cose questa richiesta potrebbe ora essere accolta e assunta, con apposito Decreto del Prefetto, anche all’interno del lavoro che la Commissione Prefettizia, insediata già al Comune, sta svolgendo.

Solo una profonda riforma delle regole che governano attualmente la Filiera agroalimentare e i Mercati potra' salvare Vittoria che, secondo Aiello e Battaglia oggi vive uno dei suoi momenti più bui e tragici, con in prospettiva un piu’ che probabile scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose e per il contestuale inquinamento mafioso del sistema socio-economico.