Edilizia

Ragusa, Tar sospende retroattivita' regolamento edilizio

La nota dei consiglieri D'Asta e Chiavola

Il Tar di Catania con una recentissima sentenza ha sospeso la norma della retroattività della variante al regolamento edilizio che era stato approvata in consiglio comunale.

Il tribunale amministrativo ha dunque accolto la richiesta di sospensiva presentata dall’Assiociazione dei costruttori edili, ma anche da altre associazioni di categoria (Cna, Confindustria, Legacoop) nonché dall’ Ordini degli architetti e degli ingegneri e dal collegio dei geometri. La variante al regolamento edilizio dettava norme per il risparmio idrico ed era stata a suo tempo proposta come iniziativa consiliare dal gruppo di Partecipiamo ed in prima persona dal consigliere Giovanni Iacono che nei due anni successivi ne aveva più volte chiesta l’applicazione. Poi la variante era finalmente stata applicata con la clausola della retroattività che aveva suscitato l’alzata di scudi sia delle associazioni di categoria che dei consiglieri Pd Mario D’Asta e Mario Chiavola. Naturalmente ora la notizia della decisione del Tar viene accolta entusiasticamente dagli oppositori.

E il presidente Ance Ragusa, Sebastiano Caggia commenta “con grande soddisfazione il TAR ha dato ragione alle nostre doglianze ritenendo illegittima la parte del Regolamento che prescriveva la retroattività delle modifiche al Regolamento Edilizio del Comune di Ragusa ed ha ritenuto, altresì, grave ed irreparabile il danno che perverrebbe dalla esecuzione del medesimo Regolamento ed ha sospeso la norma transitoria introdotta dalla modifica al Regolamento Edilizio del Comune di Ragusa”. Caggia lamenta poi che “con “pilatesco” atteggiamento il Comune di Ragusa non ha inteso procedere all’annullamento, in autotutela, della norma illegittima neanche a seguito della richiesta avanzata da noi dell’ANCE Ragusa, insieme alle altre sigle associative e agli Ordini professionio di Ingegneri, Architetti e Geometri, attendendo il responso giudiziario che lo vede, adesso, soccombente e condannato anche alle spese legali (…che pagheremo tutti noi Cittadini!)”.

Ed infine il commento finale del rappresentante dei costruttori edili ragusani “il TAR, in sintesi, ha condiviso quanto da noi sostenuto, ribadendo un concetto semplice ed ovvio (ma non per il Comune di Ragusa) e cioè che coloro che hanno avuto una concessione edilizia ai sensi delle normative vigenti ed operanti all’epoca del rilascio non possono essere obbligati ad applicare normative divenute operanti successivamente. Bastava un pizzico di buon senso ed una minima condivisione di intenti per evitare questo processo e la conseguente perdita di tempo nella realizzazione delle opere in fase di costruzione”. Cantano vittoria anche i due consiglieri dem Mario D’Asta e Mario Chiavola che sottolineano la loro dura opposizione alla norma della retroattività fin dal 12 settembre scorso sostenendo che “le previsioni della nuova norma non potevano trovare attuazione nei lavori già avviati e che, invece, occorreva revocare in autotutela le norme di salvaguardia previste nel decreto regionale. Sempre nello stesso periodo, siamo stati l’unica forza politica a presentare una iniziativa consiliare con una proposta di modifica regolamentare scientificamente non portata in Consiglio comunale.

Quindi, il Pd è stato l’unico partito a spiegare per filo e per segno che cosa sarebbe accaduto e a prendere posizione in maniera netta e inequivocabile sulla complicata questione. Ora, la decisione del Tar stabilisce, così come avevamo sostenuto, che la norma non deve essere applicata in maniera retroattiva al contrario di quelli che, invece, erano gli obiettivi della Giunta Piccitto”. D’Asta e Chiavola poi concludono “vogliamo sottolineare che il nostro intendeva essere un supporto sostanziale nei confronti dei cittadini oltre che delle imprese. Infatti, se ci si doveva attenere a quanto previsto inizialmente dall’amministrazione comunale, i costi, anche per i proprietari delle abitazioni costruite prima dell’entrata in vigore del suddetto regolamento, che avrebbe avuto effetto retroattivo, sarebbero saliti alle stelle alla luce delle consistenti modifiche da apportare.

Ora, invece, il Tar ha rimesso tutto in discussione e auspichiamo che ciò possa servire per far compiere un bagno di umiltà al sindaco Piccitto e alla sua squadra assessoriale che ritenevano di avere messo il cappello su questa iniziativa contrastando le nostre intuizioni. Avevamo visto giusto e, adesso, speriamo che la vicenda possa incanalarsi all’interno dei binari più adeguati”. (da.di.)