Salute

Encefalite e malattie da zecche: vaccino dal 1 gennaio

Lo annuncia l'assessore alla salute

Il vaccino contro l'encefalite trasmessa dalle zecche, a partire dal 1 gennaio 2018, sarà offerto gratuitamente a tutti gli iscritti al Servizio sanitario provinciale trentino.

Lo ha stabilito oggi la Giunta, su proposta dell'assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni, con una deliberazione che ha aggiornato il calendario provinciale delle vaccinazioni dell'infanzia, dell'adolescenza e dell'adulto. "La Tbe, ovvero la meningoencefalite da zecca - ha spiegato - è una malattia virale che può colpire il sistema nervoso ed avere un decorso serio. Poiché non esiste una cura, il modo migliore per prevenirla è la vaccinazione consigliata a chi vive, lavora o frequenta le zone a rischio. Vorrei evidenziare che si tratta di un vaccino non obbligatorio, ma erogato gratuitamente a tutti i cittadini del Trentino, proprio perché riteniamo che la miglior cura sia rappresentata dalla prevenzione".

Le malattie trasmesse da zecche diagnosticate in Trentino sono la malattia di Lyme e la TBE o encefalite virale trasmessa da zecche. Il numero di casi di queste malattie, specie di TBE, negli ultimi anni appare in aumento. Ciò potrebbe essere causato dal clima mite in inverno, che favorisce la numerosità di certi animali e indirettamente anche delle zecche. La presenza di altri patogeni nelle zecche, come rickettsie, babesia, anaplasma, ehrlichia, è stata dimostrata da studi sulle zecche e da studi sierologici sulla popolazione ma, per ora, non sono stati registrati casi di malattia. Malattia di Lyme. È la più comune malattia trasmessa da zecche; si stima che in Trentino l’agente patogeno Borrelia burgdorferi sia presente nel 16% delle zecche.

Nel 2016 in Trentino sono stati notificati 26 casi; i casi di malattia notificati dal 2000 al 2016 (17 anni) sono 192, con una media di 11.2 casi/anno; negli ultimi 5 anni la media annuale dei casi è salita a 18,2. E’ verosimile che la malattia sia sottonotificata e che in realtà i casi siano molti di più. TBE. I casi osservati dal 2000 al 2016 (17 anni) sono 108, con una media annuale di 6.3 casi. Negli ultimi 5 anni la media annuale dei casi è salita a 12.8. Nel 2016 si è registrato un picco di 20 casi. La distribuzione geografica dei casi, inizialmente concentrati nella Valle dei Laghi e di Cavedine, si è progressivamente ampliata. Sono stati segnalati casi in persone punte da zecca in zone della Val di Non, Val di Cembra, piana Rotaliana e negli ultimi anni anche nei dintorni di Trento e Rovereto.

La malattia colpisce soprattutto persone dedite ad attività all’aperto. I casi clinici rappresentano circa il 25% delle infezioni che, in gran parte, sono asintomatiche o causano una forma clinica lieve detta “cefalea febbrile”, senza progressione della sintomatologia al sistema nervoso. Prevenzione: si ricordano le principali misure di prevenzione delle malattie trasmesse da zecche: durante le passeggiate in bassa quota (< 1500 mt), evitare il contatto con le piante; indossare abiti coprenti, usare repellenti a base di DEET; Dopo ogni escursione, controllare la pelle di tutto il corpo; togliere subito le zecche che si trovano attaccate alla pelle, usando una pinzetta (non mettere sostanze sulla zecca). Di solito non è necessario recarsi al Pronto soccorso. Dopo puntura di zecca, controllare la pelle e sorvegliare la comparsa di sintomi per 30 giorni. Se compaiono macchie o disturbi, rivolgersi al medico di famiglia per eventuale valutazione.

È disponibile un vaccino contro la TBE. Il vaccino è raccomandato per chi esegue continuativamente attività all’aria aperta per motivi professionali o ludico-ricreativi (forestali, tagliaboschi, agricoltori, raccoglitori di erbe o funghi, escursionisti, campeggiatori, etc.) in zone dove vivono le zecche. La vaccinazione viene eseguita presso gli ambulatori vaccinali dell’APSS. (Fonte e informazioni ci si può rivolgere ai Servizi vaccinali del territorio: https://www.apss.tn.it/it/punti-di-erogazione)