Consorzio

Ragusa Corfilac: soluzione tampone

Per un altro anno

E’ proprio vero. In Italia e in Sicilia niente è più duraturo del provvisorio. E quindi anche per i lavoratori del Corfilac, a rischio licenziamento entro il 30 dicembre prossimo, causa la scomparsa del Consorzio di Ricerca Filiera Lattiero Casearia, si profila, per fortuna, la salvezza del posto di lavoro ma solo per un altro anno.

A dare la notizia dell’ennesima proroga è il deputato regionale Orazio Ragusa, di Forza Italia, fresco di “un confronto con i vertici dell’assessorato regionale Agricoltura e Foreste, con in testa l’assessore Edy Bandiera, il quale ha fornito rassicurazioni in questo senso”. Spiega Ragusa “è in fase di preparazione il decreto di proroga per garantire il futuro del Corfilac. La proroga avrà la durata di un anno. Il decreto sarà pronto quanto prima e, in ogni caso, entro la scadenza del 31 dicembre”. Ben consapevole della esiguità e della provvisorietà della soluzione, Orazio Ragusa si premura di aggiungere “si tratta, ovviamente, di una occasione che non dovremo sprecare affinché questo periodo di tempo possa essere utilizzato nella maniera migliore.

Si dovrà lavorare, infatti, per garantire la prosecuzione dell’attività del Corfilac nella maniera migliore visto e considerato che la Regione ha già più volte dichiarato la propria difficoltà a sostenere i costi per il consorzio di ricerca per la filiera lattiero-casearia. Ringraziamo naturalmente il Governo regionale per la disponibilità dimostrata e invitiamo i lavoratori a stare tranquilli”. Evidentemente nessuno si aspettava un colpo di bacchetta magica dal governo Musumeci ancora fresco di insediamento, e quindi è estremamente positivo l’aver tranquillizzati i lavoratori rispetto alle prospettive di licenziamento immediato ma è altrettanto evidente che la deputazione iblea dove farsi carico di risolvere questa vicenda in maniera definitiva una volta per tutte. Intanto sul pericolo di chiusura del Corfilac e di licenziamento per i lavoratori si è immediatamente mobilitato il laboratorio 2.0 il cui direttivo sollecita “è necessario che i soci esprimano subito l’intenzione di salvare questo importante centro, di cui questa è l’ultima occasione” e auspica in “tempestivo intervento della Regione”.

Il direttivo del laboratorio ricorda poi che “già lo scorso anno si era palesato lo stesso rischio e alla fine si è riusciti solo a rimandare. E almeno negli ultimi sei mesi il nostro Consigliere comunale, Sonia Migliore, ha ripetutamente sollevato la questione avvertendo che la scadenza si avvicinava ogni giorno di più”. Tra le speranze della formazione politica culturale c’è “un nuovo Governo regionale, con un Presidente, l’on. Musumeci, che non solo conosce bene la situazione ragusana, ma rispetto al suo predecessore sicuramente sarà più disponibile a confrontarsi sull’argomento. Il nuovo assessore all’Agricoltura, l’on. Edy Bandiera, inoltre, sarà certamente un interlocutore importante in questa fase”. Ma il laboratorio 2.0 chiama in causa anche “il Comune di Ragusa, anch’esso socio del Corfilac, da cui deve emergere forte e chiara la volontà di proseguire nel percorso avviato da tempo, e cioè quello di essere la città nella quale ha sede uno dei centri di ricerca più importanti di Sicilia, con tutte le opportunità di sviluppo e promozione che, negli anni passati, si è dimostrato può offrire.

Si proceda, intanto, con la proroga dello statuto”. Da parte sua la neodeputata regionale Stefania Campo, del movimento 5 stelle, “condivide in pieno l'appello lanciato dai lavoratori del Corfilac al Presidente della Regione e al nuovo Assessore all'agricoltura Bandiera”. La Campo ricorda che “il Corfilac è e deve rimanere un centro di eccellenza di ricerca applicata alla produzione dei migliori formaggi storici siciliani. Invece si ha la sensazione che negli ultimi anni, soprattutto dal Governo precedente, sia stato considerato più una palla al piede, o meglio, un mendicante al quale concedere una elemosina ad ogni legge finanziaria non tanto per assicurarne la sopravvivenza, ma quanto per prolungarne l'agonia, nell'attesa che si decida come sbarazzarsene.

Voglio augurarmi che i nuovi vertici della Regione cambino prospettiva, e per quanto mi riguarda farò di tutto per far sì che questo gioiello della ricerca torni all'antico splendore”. Stefania Campo propone poi anche delle soluzioni concrete, affermando che “se non ci sono più le condizioni per il finanziamento annuale previsto dalla normativa regionale, si trovino altre strade, a cominciare dall'accorpamento dei centri di ricerca, per ridurre i costi e dimezzare gli organi dirigenziali. E che si instauri un canale privilegiato forte con l'ufficio regionale di Bruxelles, per sfruttare ogni occasione utile che provenga dall'Europa”. Infatti, secondo la deputata grillina ragusana, “al di là del finanziamento, per prima cosa deve esserci la volontà politica di salvare il Corfilac e di ridare serenità e speranza ai suoi lavoratori. Il primo passo è già ben indicato: la proroga dello statuto consortile, un atto al quale questo Governo può già lavorare per portarlo nelle commissioni di merito e in aula entro la fine di questo mese”. (da.di.)