Teatro

Principianti in amore a Roma

Al teatro Ivelise

Oggi, il debutto romano dei “Principianti in amore”. Lo spettacolo va in scena alle 21, al Teatro Ivelise. In replica anche domenica 26 novembre 2017. Un successo firmato dal Collettivo teatrale ConTatto, che racconta la complessità delle relazioni umane.

La commedia drammatica in tre atti approda sulla ribalta dell’Ivelise, teatro della capitale vicino al Colosseo, nell’ambito della rassegna “La Nouvelle Saison 2017”. Lo storico teatro, situato nel cuore della città eterna, fondato vent’anni fa dalla regista e attrice Ivelise Ghione e curato dall’Associazione Culturale Allo Stato Puro, produce spettacoli, ma ospita anche produzioni esterne, nazionali ed internazionali. Una sede operativa al centro del mondo, in un luogo magico, fuori dal tempo. Il testo - Il testo di “Principianti in amore”, ispirato al mondo poetico dello scrittore statunitense Raymond Carver, il riconosciuto maestro del minimalismo letterario, è firmato da Francesco Savarino e Cinzia Aronica. Lo spettacolo, della durata di 50 minuti, è influenzato da un dipinto di Paola Tommasi e porta sulla scena la difficoltà delle “relazioni pericolose”. La tela, ricca di forme geometriche circolari dai colori caldi, è abitata da figure di amanti. La struttura di “Principianti in amore” si dipana in tre quadri. Tre atti per raccontare, attraverso scenari minimalisti, un modo inedito d’intendere i sentimenti.

La messa in scena è interpretata da sette attori, tutti siciliani: Cinzia Aronica, Francesco Savarino, Paola Tommasi, Carmelita Lombardo, Andrea Cannizzo, Lillo Puccio e Chiara Cilia. La regia è opera di Cinzia Aronica. L’audio è di Daniela Sanfilippo. I costumi originali sono realizzati da Stefania Novara e Giusi Piccione. La scena di “Principianti in amore” è dominata da una scala di alluminio. Vero e proprio Totem dello spettacolo. Una scala, allo stesso tempo mobile ma anche catalizzatrice di emozioni, che diventa personaggio. I sette attori si presentano al pubblico aggrovigliati. Dirigendosi incantati verso un punto indefinito. Senza mai perdere il “contatto”, gli uni con gli altri. Da un gruppo informe, si separano le coppie. Che animano i numerosi quadri che compongono lo spettacolo.

Il primo atto racconta la storia di una coppia che vive la routine della relazione matrimoniale. I vicini partono per un viaggio. I protagonisti devono prendersi cura della casa, del gatto e delle piante. La moglie e il marito, entrando nell’abitazione dei vicini, hanno l’opportunità di vestire i panni degli altri, immaginando una vita mai realmente vissuta. Nel secondo atto, due coppie in un interno domestico. Terry confida agli amici di aver subito l’ossessione amorosa di un suo ex, Carl, morto suicida. Questa confidenza offre lo spunto per un’accesa discussione su un tema complesso: “di cosa parliamo quando parliamo d’amore”. Un dichiarato omaggio all’universo tipicamente carveriano. Bevendo vino Herb, il marito di Terry, ricorda un aneddoto riguardante il suo lavoro di medico. Parla di una coppia di anziani sopravvissuti ad un pauroso incidente. Il loro amore, fatto di cure e attenzioni, si contrappone al sentimento violento dei giovani sposi.

Nel terzo e ultimo atto, una coppia nevrotica viene svegliata nella notte da una donna stralunata, che cerca al telefono un fantomatico uomo, Bad. I due, dopo la chiamata discutono, tra sogno e realtà. Il racconto della dimensione onirica si alterna, istericamente, all’ossessione ipocondriaca. Che si manifesta in una richiesta finale disperata: l’eutanasia di un amore. Un teatro esperienziale e di ricerca - La produzione dello spettacolo è curata dal Collettivo ConTatto, un’associazione culturale di Vittoria (Ragusa), nata nel 2014, per promuovere un teatro esperienziale e di ricerca. «La nostra idea di teatro – afferma Cinzia Aronica – è lontana dalla contemporanea necessità di restaurazione del teatro borghese. Noi portiamo, letteralmente, il teatro nelle case e nei luoghi popolati dalla gente. Portiamo il teatro dove il teatro non c’è. Fisicamente e culturalmente». Secondo Francesco Savarino, «il teatro, e in particolare quello sociale, rappresenta il medium naturale per affrontare le contraddizioni dei sentimenti. Il motivo è semplice: il teatro è una pratica di convivenza che, nella sua furia iconoclasta, può assumere una dimensione pubblica. Una valenza civile».