Politica

Pd Ragusa: dimissioni di Giovanni Denaro

Segretario provinciale

Dopo le elezioni di qualsiasi genere, il segretario del partito che non ha raggiunto i risultati previsti (o sperati), si dimette. In provincia di Ragusa il risultato delle elezioni regionali ha fatto cadere la testa del segretario provinciale del partito democratico, il vittoriese Giovanni Denaro.

Oddio, non che il partito stesso abbia brillato in sede di voto, tant’è che ha perso uno dei due deputati uscenti, Pippo Di Giacomo a fronte della riconferma di Nello Dipasquale, ma tutto sommato i dem iblei si sono difesi abbastanza bene, ottenendo un 16% che permette loro di superare la media regioanle del 13%. Quindi le dimissioni di Denaro andrebbero interpretate con altre chiavi di lettura, che potrebbero essere uno spostamento baricentrico dalla zona ipparina a quella di Ragusa e Modica, ma che potrebbero essere anche attribuite all’ostilità di Nello Dipasquale per quello che, dicono le voci maligne, sarebbe stato l’appoggio di Denaro a Digiacomo, Ma si potrebbe pensare anche ad una manovra del riconfermato deputato ragusano per eliminare le forze avverse interne al partito e assicurarsi un maggiore controllo dello stesso in vista delle scadenze prossime di primavera, sia politiche che amministrative.

Insomma, fino alla scelta del nuovo segretario Pd ci sarà un bel discutere. E vediamo piuttosto i commenti a proposito delle dimissioni di Denaro, c he è egli stesso ad annunciare con una nota firmata in qualità non più di segretario ma piuttosto di “componente dell’assemblea nazionale”. Afferma Denaro “ho rimesso il mandato nelle mani della direzione per agevolare l’apertura del dibattito all’interno dell’Unione provinciale che per quattro anni ho avuto il privilegio di guidare. Preso atto dei nuovi assetti del Partito Democratico, all’indomani del congresso nazionale, lascio la guida del partito con l’auspicio che continui a essere un partito inclusivo. Un partito che si basi su quel principio fondamentale di ‘una testa un voto’, che non dia adito a personalismi e che non arrivi a fomentare odio, delusioni e divisioni” Passando ai ringraziamenti, l’ormai ex segretario li rivolge “in particolare al Dott. Gaetano Gaglio, all’Avv. Angela Barone e all’On. Digiacomo.

Con molti di loro, la primavera scorsa le strade politiche si sono separate con grande mio dispiacere, ma ho inteso sempre rispettare le scelte altrui. Un particolare grazie all’On. Totò Zago, uomo di altissimo spessore sia politico che umano. Ringrazio, inoltre, tutto il gruppo dirigente del PD di Vittoria per avermi sostenuto in ogni momento e il Dott. Angelo Fraschilla per il meticoloso lavoro di tesoriere. Per ultimo, ma non per importanza, rendo grazie al Segretario Regionale Fausto Raciti, che mi ha sempre sostenuto e supportato in tutte le questioni politiche che si sono prospettate in questi quattro anni” Infine Denaro, nella sua nota ringrazia i Sindaci, i Deputati, sia nazionali che regionali, ma soprattutto “tutti i tesserati e militanti del Pd per l’energia, la forza e l’entusiasmo che mi hanno trasmesso in questi anni e per avermi fatto vivere questa esperienza con esclusivo spirito di servizio, senza secondi fini, il tutto al fine di onorare quel partito che ho contribuito a fondare con tanti di loro”.

Sul dopo Denaro invece intervengono, con una nota congiunta, Lino Giaquinta, sindaco di Chiaramonte e Mario D’Asta, in veste di presidente dell’assemblea del Pd. La nota ha quasi il tono di una comunicazione di servizio, e informa che “la direzione ha eletto un comitato di reggenza composto dalla senatrice Venerina Padua, dal parlamentare regionale Nello Dipasquale e dai tre sindaci Filippo Spataro, Pierenzo Muraglie e Lino Giaquinta. In particolare, a Giaquinta è stato affidato il compito di coordinare il gruppo di lavoro che avrà l’obiettivo immediato di coinvolgere anche le aree del partito presenti nel territorio provinciale e di avviare la stagione del congresso e, quindi, del tesseramento. Al più presto, inoltre, il presidente dell’assemblea del Pd, Mario D’Asta, convocherà l’organismo che presiede per far ratificare il deliberato della direzione”. (da.di.)