Regionali

Ragusa Partecipiamo rivendica la scelta del civismo

La nota a firma del direttivo

“Il nostro movimento ha mantenuto la propria identità di espressione civica, localistica e non partitica, ma non siamo stati certo avulsi dall’elezioni votando in maniera libera, attiva e partecipata”.

Così una nota dell’associazione “Partecipiamo” a firma del direttivo, del gruppo consiliare (Giovanni Iacono e Mirella Castro), dell’assemblea dell’associazione, quasi una risposta implicita alla domanda che in molti si erano posti sul perché non avesse preso posizione ufficiale sul sostegno a qualche candidato presidente e/o a qualche lista o schieramento nella campagna per le regionali. L’accenno riservato a quest’ultima e al suo esito consiste nel constatare che “le elezioni regionali hanno conferito il mandato di presidente della Regione a Nello Musumeci, espressione della destra perbene ed hanno sorpreso i 5 stelle che, in questi anni, avevano considerato ‘cosa fatta’ la conquista del governo regionale”.

Anzi, a Musumeci l’associazione “Partecipiamo” augura, ritenendolo “persona di grande esperienza e capacità, di poter avviare, in tempi rapidi, un programma di governo capace di invertire, radicalmente ed eticamente, la rotta innescando processi di legalità, di sviluppo virtuoso e sostenibile, di trasparenza dell’azione pubblica, di creazione di occupazione, di investimento straordinario per i giovani”. Anche in considerazione del fatto, prosegue la nota di “Partecipiamo”, che “la Sicilia del non lavoro e dell’arretratezza infrastrutturale e sociale vive la sua crisi peggiore a causa degli anni di disastro e di desolazione dei governi Crocetta”.

A ciò si aggiunge il fenomeno astensionista, se si pensa che “in Sicilia solo il 46,76 % di elettori si sono recati alle urne mentre la maggioranza, ben 2.455.000 elettori hanno disertato le urne. Questo dimostra che le proposte politiche non hanno convinto la maggioranza degli elettori ad andare a votare, ha prevalso la sfiducia se non la rassegnazione dei cittadini”. Sono dunque questi i motivi per cui “Partecipiamo, forte della propria, datata, scelta di campo civica inizia un cammino teso a rafforzare ed estendere l’idea e l’azione del ‘civismo’ in quanto solo attraverso esso e la partecipazione diretta alla cura del bene comune nei territori locali si possa creare il capitale sociale nelle comunità territoriali, dove i cittadini diventano veri protagonisti del loro sviluppo, senza padroni e senza padrini, mettono a disposizione i loro saperi, la loro esperienza, le loro competenze e lo fanno in maniera gratuita e volontaria perché le loro vite non dipendono dalle retribuzioni che la ‘politica’ può offrire né dai baratti del bisogno”.

La nota di Partecipiamo si sofferma poi sul panorama della nostra città che “vive un periodo di forte regressione in ogni ambito. Tutte le speranze che erano state riposte nel cambiamento, in questi anni, sono rimaste profondamente deluse. Si è sprecata la grande, unica, opportunità di oltre 75 milioni di euro di royalties, si sono distrutte realtà che erano di eccellenza, si è smantellato un sistema efficace di welfare locale per fare becera e falsa propaganda su inesistenti ‘redditi di cittadinanza’, si è sperperato denaro pubblico in spettacoli e festini, non si è stati in grado di avviare una seria politica di rigenerazione dell’ampio centro storico di Ragusa superiore e non si è voluta determinare e rimpinguare, in maniera corretta ed esatta, la disponibilità di cassa per i fondi della legge su Ibla.

I ‘rivoluzionari’ racchiusi a ‘palazzo’, nella realtà virtuale proclamano le teorie di Rifkin e nella realtà fattuale ostacolano l’applicazione del regolamento edilizio con le misure di riduzione del consumo idrico con grave danno per i cittadini. Ragusa non è più la città dei ‘ponti’ ma la città dei ‘cani’, branchi di cani, che abbaiano ed inquietano interi quartieri”. Da tutto ciò nasce la scelta di Partecipiamo per “un civismo, condiviso, esteso, partecipato che attui ‘dal basso’ una difesa della stessa democrazia, che sia critico e distinto dai partiti ma non ostile al sistema democratico.

Un protagonismo civico composto dalle varie, autentiche, realtà civiche, dai mondi vitali, dalle esperienze professionali, dai settori produttivi, da giovani ed anziani, dalle persone che vivono l’esperienza politica come impegno di carità alto e nobile che dia alla città, non le favole dei maghi, ma una serie di azioni progettuali concrete, fattibili, definite per un percorso ampiamente condiviso e partecipato, libero ed affrancato. Noi lavoriamo a questo”. (da.di.)