Libero Consorzio Comunale

Mauro: la Provincia di Ragusa annichilita

Incontro organizzato da Accademina del Mediterraneo

Il ruolo dell’ente d’aria vasta come strumento di coordinamento degli enti locali per il rilancio della economia provinciale, al centro dell’incontro svoltosi questa mattina presso la sede del Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa, organizzato dall’Accademia Mediterranea per lo Sviluppo Locale e dal tema “Quale politica per il governo dei distretti economici?”.

Ha introdotto il presidente della AMS, dr. Giancarlo Migliorisi. Presenti, il prof. Agatino Cariola e il prof. Fabrizio Tigano dell’Università di Catania, il dr. Riccardo Roccella, già presidente della Camera di Commercio di Ragusa, e il sen. Giovanni Mauro che per due mandati è stato presidente della Provincia Regionale di Ragusa. “Se su base nazionale gli enti di area vasta, e cioè le Province, sono in generale difficoltà - si è detto - gli stessi enti in Sicilia sono in uno stato comatoso, mai visto prima, così come lo sono anche i servizi che da questi enti sono erogati. Si è perso, poi, per questi il principale strumento di giudizio sulla capacità amministrativa rappresentato dal voto nelle urne.

Ne è conseguita una maggiore acquisizione di potere da parte della classe burocratica che, però, senza un reale indirizzo politico non è in grado di progettare secondo una visione complessiva, rispondendo alle reale esigenze dei cittadini. Allo stesso tempo si è assistito a una forma di neocolonialismo nei confronti del territorio ragusano dove i vertici di tutte le strutture pubbliche strategiche sono state commissariare da Palermo nominando dei forestieri che poco conoscono questa realtà”. “La rappresentanza politica regionale di questa collettività - ha detto invece il sen. Giovanni Mauro - non è stata in grado di difendere le prerogative della nostra terra e l’ente di viale del Fante a Ragusa è il simbolo della marginalità cui è stata relegata la capacità economica che siamo stati in grado di dimostrare in passato, come modello per tutto il Meridione d’Italia.

La nuova classe dirigente che andrà all’Assemblea Regionale Siciliana avrà il compito di rimboccarsi le maniche per far tornare protagonista il nostro territorio e questo è il mio impegno personale. Si chiude la campagna elettorale, niente festini e mangiate, non c’è niente da festeggiare: con la chiusura della campagna elettorale semplicemente si cambia passo, si comincia a lavorare in modo diverso, com più impegno, per il bene della nostra collettività. Dalla Provincia di Ragusa, da dove è iniziato un percorso politico che mi ha riempito di soddisfazione, lancio l'ennesimo grido di dolore per questo ente annichilito al quale, con il nuovo governo, restituiremo dignità”.