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Legambiente Ragusa: appalto rifiuti e piani paesistici

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Più che una critica è una invocazione, “fermatevi prima che sia troppo tardi”, quella che Legambiente Ragusa rivolge all’amministrazione comunale di Ragusa in merito al prossimo avvio del nuovo appalto rifiuti.

Il circolo cittadino Il Carrubo afferma infatti “non capiamo come ciò sia possibile visto che ancora non è stato nominato il Direttore Esecuzione del Contratto, figura fondamentale per una corretta e trasparente gestione dell’appalto”, tant’è che l’associazione “consapevole della delicatezza e importanza di questa figura sin dall’avvio del servizio, da oltre un anno ne richiede la nomina”. Rifacendosi all’art. 102, comma 2, del Codice degli appalti d.lgs 50/2016, che recita che “i contratti di servizi e forniture, come quello di igiene urbana, sono oggetto di verifica di conformità per certificare che l’oggetto del contratto in termini di prestazioni, obiettivi e caratteristiche tecniche, economiche e qualitative sia stato realizzato ed eseguito nel rispetto delle previsioni contrattuali e delle condizioni offerte in sede di aggiudicazione o affidamento”, Legambiente ricorda appunto che “la verifica della conformità è svolta dal Direttore dell’esecuzione del contratto e si sostanzia in un insieme di attività volte a garantire che le previsioni del contratto siano pienamente rispettate, sia con riferimento alle scadenze temporali, che alle modalità di consegna, alla qualità e quantità dei servizi”.

Ma c’è dell’altro, in quanto “se non c’è il Direttore dell’Esecuzione del Contratto non sarà possibile effettuare i pagamenti alla ditta in quanto l’art. 307 del regolamento di attuazione ed esecuzione del codice degli appalti prevede che i pagamenti siano effettuati previo accertamento da parte del Direttore dell’Esecuzione del Contratto della prestazione effettuata, in termini di quantità e qualità, rispetto alle prescrizioni previste nei documenti contrattuali”. Le preoccupazione di Legambiente è pertanto che “un appalto, definito da più parti “ rivoluzionario “per Ragusa e sul quale l’intera città nutre grandi aspettative per gettarsi alle spalle una stagione disastrosa nel campo dei rifiuti, facesse la fine di quello che si sta concludendo caratterizzato, a causa di scarsi controlli, da una qualità, che a voler essere buoni, è stata scarsa.

Riteniamo che 10 anni di una gestione approssimata e scadente (la RD è ferma da anni sotto il 20% nonostante l’assunzione di 20 nuove unità nel 2011 ) siano troppi , e che gli utenti/consumatori che già pagano una tassa rifiuti fin troppo elevata hanno diritto ad un servizio di alta qualità e debbano essere tutelati”. Conseguentemente il circolo ambientalista di Ragusa chiede “all’amministrazione comunale di sospendere l’inizio del nuovo servizio in attesa della nomina del Direttore dell’esecuzione del contratto in modo che si possa controllare che mezzi, attrezzature e campagna di comunicazione siano rispondenti a quanto previsto dal progetto offerta. Abbiamo aspettato pazientemente quattro anni questo nuovo servizio e, ora, non possiamo aspettare un mese ? E’ diritto dei cittadini che il servizio parta nel migliore dei modi possibili.

Nel frattempo invitiamo l’A.C. a convocare le associazioni dei consumatori e gli stakeholders locali ( portatori di interessi diffusi ) insieme alla ditta per iniziare ad elaborare la “ Carta della qualità dei servizi ” per dare attuazione alla norma contenuta nella legge n. 244/08 (Finanziaria 2008) al fine di tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti dei servizi di igiene urbana e di garantire la qualità, l'universalità e l'economicità delle prestazioni“- Ma il circolo Il Carrubo di Legambiente Ragusa interviene anche, in generale, sulle performances ambientali delle città capoluogo, prendendo spunto dalla classifica di Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente, l’annuale rapporto sulle performance ambientali delle città capoluogo realizzato con il contributo scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore, presentato a Milano, e in cui le città siciliane continuano ad occupare gli ultimi posti della classifica.

In particolare si sottolinea come Ragusa precipiti di 30 posizioni dal 53° all’83° posto con riferimento al punteggio assegnato sulla base dei risultati qualitativi nei 16 indicatori considerati dal rapporto che coprono sei principali tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. Per i capoluoghi isolani in coda alla graduatoria ambientale urbana c’è Enna (104°) mentre prima delle siciliane è Caltanissetta (78°). Nell’analisi che di questi dati fa Claudio Conti, presidente del circolo Il Carrubo di Legambiente Ragusa, esponente storico dell’associazione ed ex assessore all’ambiente della giunta Piccitto, nel capoluogo ibleo se da una parte migliora leggermente la qualità dell’aria, già peraltro buona, dall’altra aumentano i consumi idrici così come, e di molto, la perdita d’acqua. Nonostante un leggero aumento della raccolta differenziata in discarica finiscono più rifiuti rispetto all’anno scorso. Praticamente stabili gli altri parametri.

A Ragusa però non si monitora il PM?,? , il livello delle polveri più sottili e pericolose per la salute delle persone e, non si conosce il numero degli alberi presenti in città. Dalla classifica di Ecosistema Urbano emerge una accelerazione di tante città italiane, soprattutto del centro nord, verso una maggiore sostenibilità ambientale mentre Ragusa rimane ferma, e in parte arretra, allontanandosi sempre di più dagli altri. Infine una notizia che viene dal livello regionale dell’associazione ma che riguarda da vicino anche il territorio ragusano. Infatti in una nota si legge che “il governo nazionale ha accolto la richiesta di Legambiente Sicilia e ha impugnato il vergognoso articolo voluto dal governo Crocetta che permetteva alla politica di stravolgere e cancellare i piani paesistici, strumento tecnico di difesa dei territori.

Una norma sbagliata, pericolosa, scritta anche talmente male che sarebbe stata comunque inapplicabile in Sicilia – dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia. Abbiamo sconfitto i cementificatori, quelli che vogliono operare senza regole, coloro i quali non sono ancora contenti dei tanti disastri e delle tante ferite subite dal nostro paesaggio e dalle nostre tante bellezze. Adesso andiamo avanti, con maggiore celerità e forza nell’approvazione degli altri piani paesistici a cominciare da quello di Palermo”. (da.di.) (Foto web)