Enogastronomia

Sicilia e Piemonte alla Locanda Don Serafino a Ragusa

Cinque grandi Barolo associati alla buona tavola

Cinque grandi Barolo piemontesi per altrettanti piatti di cucina del territorio ibleo e siciliano.

Da una parte Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, proprietario della cantina Borgogno da cui provengono i vini, dall’altra Vincenzo Candiano, executive chef due stelle Michelin, sotto l’attenta regìa del patron della Locanda Don Serafino, Pinuccio La Rosa. E in questo tempio ragusano della gastronomia d’eccellenza si è celebrata una bella e soprattutto saporita unità d’Italia, dal Nord al Sud. L’occasione è stata la presentazione, al Teatro di DonnaFugata di Ragusa Ibla, del nuovo libro di Oscar Farinetti, "Ricordiamoci il futuro - Sette storie e un riassunto".

Padrone di casa Pinuccio La Rosa, conduttore Fabrizio Carrera, direttore di Cronache di Gusto. Per soddisfare il palato dei lettori iniziamo con il menu, così strutturato “in abbinamento all’arancino di tartare modicana farcito di stracciatella di bufala, crosta di risotto allo zafferano, datterini appassiti, maionese di sedano e sfere di asparagi un barolo annata 2010; alla coscetta di faraona confit nell’olio extravergine e timo, purè di patate affumicate e tartufo siciliano, l’annata 1997; ai pizzicotti farciti di Ragusano D.O.P. profumati alla salvia, porcini dell’Etna, l’annata 1982; al suino nero dei Nebrodi brasato con “torrone salato” alla paprika, chinotto candito e insalatine piccanti, l’annata 1978; al dolce Modica & Langhe (Cioccolato Bonajuto e nocciole Gentile delle Langhe) l’annata1967”.

Gli abbinamenti sono stati pensati direttamente dal padrone di casa e dallo chef, che ha cercato di sposare dei piatti molto gustosi, creando in alcuni di essi un binomio, un po’ giocoso, tra Piemonte e Sicilia: come il primo, con cui ha rievocato la forma degli agnolotti del plin, e il dolce, dove ha utilizzato il cioccolato di Bonajuto, espressione di modicanità, la mandorla pizzuta, espressione di Sicilia e la nocciola, espressione delle Langhe. E appagato il gusto un tuffo nella cultura. “Biodiversità ed eccellenza italiana nel campo agroalimentare, i temi da cui Farinetti è partito per parlare del suo libro. Un libro dedicato al futuro sostenibile, dove, attraverso sette brevi racconti, partendo dalla scoperta del fuoco, per ripercorrere la storia dell'agricoltura e della pesca, del vino, della birra e dell'olio dà voce a Noè, Plinio il Vecchio, Tonino Guerra, Hemingway e altri personaggi del passato che, confrontandosi con generazioni differenti, esprimono la necessità di lasciarsi alle spalle le lamentele e le difficoltà del quotidiano, diventando i primi protagonisti del cambiamento.

“Perché dei tre tempi della vita, passato, presente e futuro, quello su cui possiamo incidere di più con le nostre decisioni è il futuro, ma per decidere dove andare bisogna capire da dove arriviamo”. Infine, su questo evento, più unico che raro, il commento soddisfatto di Oscar Farinetti “è stata un’occasione straordinaria, ho conosciuto Pinuccio alla cena delle Soste di Ulisse, mi ha proposto questa cosa e ho detto subito di si, perché era tanto che sentivo parlare del suo ristorante e non ero mai stato. Mi avevano detto che era bellissimo, io l’ho visto ancora più bello. Ma quello che conta di più sono i grandi cibi che abbiamo mangiato ed è stato un onore poter abbinare i miei vini, che credo siano stati veramente all’altezza, un connubio perfetto.

È rarissimo poter fare una verticale di questo tipo, con questi Baroli. I fratelli La Rosa sono stati capaci di creare in questo posto un’atmosfera perfetta, dove si respira Sicilia, dove c’è un grande chef, con i suoi piatti pazzeschi”. Grande soddisfazione anche sul versante ragusano, sia per Vincenzo Candiano per il lavoro fatto insieme alla sua brigata, sia per i fratelli La Rosa per i quali è stato importante portare Oscar Farinetti a conoscere la realtà non solo del loro ristorante, ma anche di Ragusa, che lui non conosceva. Una grande opportunità anche per gli imprenditori dell’agroalimentare ragusano che hanno avuto la possibilità di parlare con lui direttamente, di conoscerlo e di dargli le loro proposte. “Quando le persone positive e ottimiste si uniscono, vengono fuori grandi risultati.

Oscar è stato straordinario, oltre ad aver messo a disposizione i grandi vini della sua cantina per questa cena, è stato disponibile a incontrare imprenditori della zona, quindi una vittoria non solo per la Locanda Don Serafino, ma per tutto il territorio”. (daniele distefano)