Polizia di Stato

Ragusa, operazione Agnellino bis: tutte le condanne

Sentenze Corte d'Appello

L’operazione antidroga “Agnellino” dell’aprile 2014, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania e condotta dalla Squadra Mobile di Ragusa e dal Commissariato di P.S. di Comiso si era conclusa con la cattura di 20 tra uomini e donne sia italiani che stranieri.

Le indagini avevano avuto inizio nel 2011 e ed il 3 aprile del 2014 era stato effettuato il blitz con le catture dei 20 indagati per il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Le indagini sul traffico di sostanze stupefacenti erano da considerarsi un ramo della più vasta attività investigativa che nel mese di settembre di quest’anno ha portato alla cattura di 15 soggetti per associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alle estorsioni, denominata “SURVIVORS”. Durante le attività d’indagine erano state sequestrate centinaia di kg di sostanze stupefacenti di diversa tipologia. Nel 2014 il GIP del Tribunale etneo, ritenuta la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza ed il rilevante traffico di stupefacenti che gli indagati avevano posto in essere, emise l’ordinanza applicativa di misure cautelari, in totale accoglimento della richiesta formulata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, che aveva coordinato le indagini poste in essere dalla Squadra Mobile iblea.

La prima fase processuale si concludeva presso il Tribunale di Ragusa con pronunce di condanna per il reato previsto dall’art 73 del DPR 309/90, ovvero per traffico di sostanze stupefacenti in concorso, escludendo (per parte degli indagati) il reato associativo previsto dall’art. 74 DPR 309/90, contestato dal Pubblico Ministero. A seguito di questa decisione dell’organo giudicante, la Procura della Repubblica Distrettuale di Catania propose subito ricorso in appello. La Prima Sezione della Corte di Appello di Catania, in virtù del quadro probatorio che conclamava l’esistenza dell’eccezionale gravità delle condotte, del rilevante traffico di sostanze stupefacenti, con ben collaudati canali di approvvigionamento, dello stabile legame esistente tra i sodali, riformava la sentenza e condannava gli indagati per il reato associativo con pene commisurate all’entità dei fatti.

La Corte d’Appello, inoltre, ritenendo sussistente ed attuale la pericolosità sociale ed il pericolo di reiterazione nel reato da parte degli imputati, emetteva nuova ordinanza applicativa di misura cautelare nei confronti dei sotto indicati soggetti: Firrisi Emanuele (detto zu Neli) nato a Comiso (RG) il 18.3.1947, condannato alla pena complessiva, riformulata in anni 22 e mesi 6 di reclusione; Ferrante Antonino, nato a Palermo il 26.2.1970. Condannato alla pena complessiva, riformulata in anni 20 di reclusione, destinatario di Ordinanza di custodia cautelare in carcere.; Bellassai Corrado, nato a Ragusa il 5.11.1970. Condannato alla pena complessiva, riformulata in anni 11 e mesi 8 di reclusione, destinatario di Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari; Boschi Pieruccio, nato a Scicli (RG) il 21.11.1955 condannato alla pena complessiva, riformulata in anni 14 e mesi 4 di reclusione, destinatario di Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari; Cangialosi Rita, nata a Torretta (PA) il 17.4.1947 condannata alla pena complessiva, riformulata in anni 14, mesi 6 e giorni 20 di reclusione, destinataria di Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari; Errigo Giovanni, nato a Comiso (RG) il 3.7.1960 condannato alla pena complessiva, riformulata in anni 14, mesi 2 e giorni 20 di reclusione, destinatario di Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari; Firrisi Michele, nato a Comiso (RG) il 23.10.1986, condannato alla pena complessiva, riformulata in anni 10 e mesi 4 di reclusione, destinatario di Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari;

Incremona Salvatore, nato a Comiso l’8.3.1954 condannato alla pena complessiva, riformulata in anni 10 e mesi 4 di reclusione, destinatario di Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari; Lauretta Giuseppe, nato a Comiso (RG) il 4.10.1982. Condannato alla pena complessiva, riformulata in anni 9 di reclusione, destinatario di Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari; Maugeri Antonio, nato ad Aci Sant’Antonio (CT) il 14.1.1950. Condannato alla pena anni 9 di reclusione, destinatario di Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari; Occhipinti Sebastiano, nato a Santa Croce Camerina (RG) il 4.1.1950. Condannato alla pena complessiva, riformulata in anni 8 di reclusione, destinatario di Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari; Xena Sheptim, nato in Albania l’8.4.1979. Condannato alla pena complessiva, riformulata in anni 8, mesi 10 e giorni 20 di reclusione, destinatario di Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari; Saccone Giuseppe, nato a Torre Del Greco (NA) il 18.9.1972. Condannato alla pena complessiva, riformulata in anni 8 di reclusione, destinatario di Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

La Corte d’Appello di Catania ha quindi ripristinato le misure cautelari a carico dei suddetti colpevoli del reato di traffico di sostanze stupefacenti, dando mandato alla Polizia di Stato che ieri mattina ha eseguito le catture dei soggetti destinatari del provvedimento.