Ambiente

Ottobre caldo, Coldiretti: allarme siccità e smog

Dati Ucea

Le calde temperature registrate ad ottobre fanno scattare l’allarme per smog e siccità in Italia. E’ quando spiega ala Coldiretti sulla base dei dati Ucea relativi alla prima decade di ottobre.

Non solo caldo record ma anche la caduta a livello nazionale del 76% in meno di pioggia, con una punta del -92% al nord dove in molti territori è stata addirittura del tutto assente, fanno scattare l’allarme smog nelle città e quello siccita’ nelle campagne. “Si tratta – sottolinea la Coldiretti – dell’ultima anomalia del clima pazzo che ha segnato tutto il 2017 durante il quale si sono registrate temperature piu’ alte e precipitazioni nettamente inferiori alla media in tutti i mesi dell’anno, fatta eccezione di settembre in cui peraltro nell’ultima decade si sono registrate il 53% in meno di precipitazioni. Il 2017 – precisa la Coldiretti – si appresta dunque a diventare uno degli anni piu’ caldi e siccitosi da quanto sono iniziate le rilevazioni in Italia.

Il risultato – sostiene la Coldiretti – è un autunno del tutto anomalo con le raccolte dei prodotti tipici di stagione, dai tartufi ai funghi, ridotte al minimo, sorgenti come quella del Po al Monviso in secca e laghi di montagna asciutti mentre con il caldo resistono le zanzare che continuano ancora a pungere e si moltiplicano anche gli insetti dannosi per le piante con una vera invasione biblica della “cimice marmorata asiatica” originaria dalla Cina che sta distruggendo i raccolti nei frutteti, negli orti ma anche le grandi coltivazioni di soia e di mais nel nord Italia. Ma a preoccupare in certi territori come il basso Lazio è anche – spiega la Coldiretti – la mancanza di acqua per i terreni seminati a verdure e ortaggi destinati alla vendita e sorgo, erba medica e altri tipi di foraggio che, dopo la raccolta, dovranno essere immagazzinati come scorta per alimentare il bestiame il prossimo inverno.

Se in campagna colpisce la siccità, l’alta pressione nelle città aggrava l’emergenza smog provocata dal traffico con l’innalzamento del livello di polvere sottili oltre i limiti che in città come Milano hanno portato a misure di restrizione della circolazione. Di fronte all’evidente cambiamento del clima in atto non si può continuare a rincorrere le emergenze ma – chiede la Coldiretti – bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato capace di catturare lo smog nelle città. Le piante – sottolinea la Coldiretti – concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi ma in Italia ogni abitante dispone nelle città capoluogo di appena 31,1 metri quadrati di verde urbano.

Per questo è necessario – precisa la Coldiretti – introdurre misure di defiscalizzazione degli interventi su giardini e aree verdi da realizzare con un meccanismo simile a quello previsto per il risparmio energetico, le abitazioni, i mobili o gli elettrodomestici. Una pianta adulta – conclude la Coldiretti – è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili con un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno.