Edison

Ragusa, Legambiente presenta controdeduzioni sui pozzi Vega

12 pozzi piattaforma petrolifera

“Legambiente continuerà a lavorare perché Edison rinunci ad un investimento rischioso per l’ambiente per il mare e per l’intera economia dell’area iblea”.

Chiarissimo il pensiero del presidente del circolo Il Carrubo di Legambiente Ragusa, Claudio Conti, in merito alla conferma di Edison dei 12 pozzi della piattaforma petrolifera Vega B nel mare antistante la costa ragusana. Spiega infatti Conti “Edison dichiara di scommettere sull'energia pulita definendo lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica l’asse strategico fondamentale della società (come affermato dall'amministratore delegato Marc Benayoun, durante l'inaugurazione della nuova centrale idroelettrica di Pizzighettone, nel cremonese), ma non rinuncia a insistere nella realizzazione della piattaforma di petrolio a mare Vega B, minimizzando i rilievi già evidenziati da Legambiente la quale ha presentato nei giorni scorsi le controdeduzioni alla risposta di Edison alle osservazioni dell’associazione ambientalista.

Pertanto Legambiente ribadisce le sue convinzioni, vale a dire che “la costruenda piattaforma Vega B rientra all’interno della fascia di protezione delle dodici miglia dal sito di interesse comunitario “Fondali Foce del Fiume Irminio” all’interno della quale sono interdette le trivellazioni, che sorgerebbe su una delle più importanti strutture tettoniche dell'area iblea, ovvero la Linea di Scicli, rappresentata da una faglia orientata NNE-SSW che è considerata attiva anche per la presenza di vulcani di fango sul fondale marino, e le trivellazioni potrebbero scatenare terremoti, che il livello di progettazione sembra non in linea con le esigenze richieste da una istruttoria di Valutazione di Impatto Ambientale, che il progetto di trivellazione non è in grado di fornire ogni informazione utile alla corretta valutazione degli impatti ambientali e che l’elaborato proposto è soltanto un’idea progettuale ancorché estremamente elaborata”.

Da queste considerazioni l’intenzione di Legambiente di continuare a lavorare perché Edison rinunci ai suo progetti petroliferi nel mare ragusano. (da.di.)