Benessere

Funghi contro depressione: grazie alla psilocibina

Lo studio pubblicato su Scientific Report

La psilocibina, un composto psicoattivo che viene prodotto naturalmente dai funghi, è un'ottima cura per la depressione. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Report.

La ricerca è stata condotta da alcuni ricercatori dell’Imperial College di Londra che hanno raccolto e descritto i benefici avuti dai pazienti dopo cinque settimane di trattamento con la psilocibina. I dati fMRI pre e post trattamento di qualità sono stati raccolti da 16 di 19 pazienti. I sintomi depressivi diminuiti sono stati osservati in tutti e 19 i pazienti a un trattamento post-trattamento di 1 settimana e il 47% ha soddisfatto i criteri per la risposta a 5 settimane. In pratica il team di ricercatori ha dimostrato come due somministrazioni del composto a distanza di una settimana l’una dall’altra siano in grado di esercitare potenti e duraturi effetti antidepressivi, in pazienti con una patologia resistente ai classici farmaci antidepressivi.

Quando ai pazienti è stato chiesto di descrivere a parole loro l’effetto del farmaco, la maggior parte di essi ha riferito di essersi sentiti ”resettati, come quando un computer malfunzionante viene ripristinato”. Tali risultati andranno replicati in studi più ampi ma sembrano confermare le precedenti osservazioni sull’attività terapeutica di composti dalla simile farmacologica. In passato altri studi hanno dimostrato la validità dell’uso della psilocibina, a livello sperimentale, nel trattamento dei disturbi della personalità e delle cefalee a grappolo resistenti alle terapie tradizionali e non solo.

Uno studio del 2012 della National Academy of Sciences inglese, pubblicato sul British Journal of Psychiatry ha dimostrato che l'uso di psilocibina migliora le facoltà mnemoniche. Può modificare in modo duraturo la personalità: uno studio effettuato nel 2011 dagli scienziati della Johns Hopkins University di Baltimora ha dimostrato che l'uso di psilocibina induce "positivi cambiamenti" nella personalità degli assuntori. Più della metà dei partecipanti allo studio (60%) avrebbe mostrato una decisa trasformazione in termini di "apertura mentale e creativa": i tratti che si sono rafforzati sono quelli dell'immaginazione, delle idee astratte, dei sentimenti, del senso estetico, e tali cambiamenti sono durati almeno per i 14 mesi in cui i soggetti sono stati sottoposti a controlli.

Uno studio del 2013 dell'University of South Florida ha dimostrato che la psilocibina facilita la neurogenesi e il superamento dei traumi. Nel 2014 è partito uno studio della New York University sull'uso della psilocibina contro l'ansia nelle persone affette da tumore. Nel 2014 è partito uno studio della Università del Nuovo Messico che, riprendendo studi degli anni '50 e '60 che avevano mostrato buoni risultati nell'uso di psichedelici (in quel caso LSD) contro le dipendenze, sta studiando l'efficacia della psilocibina nel trattamento dell'alcolismo.

Uno studio del 2014 della Johns Hopkins University pubblicato sul Journal of Psychopharmacology ha mostrato che la psilocibina come cura per la dipendenza da nicotina, avrebbe una percentuale di successo dell'80%.