Benessere

Allergia al nichel: gli alimenti da evitare

Ne soffre il 32% degli italiani

Il 32% degli italiani soffre di allergia al Nichel. In Italia, secondo le ultime stime, sono parecchie le persone che convivono con questa allergia cutanea e in particolare sono le donne. E’ quanto spiega Susanna Voltolini, coordinatrice Dermatiti allergiche da contatto.

L’esperta fa parte del progetto “Allergicamente” promosso da Aaiito, l’Associazione allergologi e immunologi italiani ospedalieri e territoriali, riunita a Palermo in Congresso nazionale. Spesso l’allergia al nichel viene confusa con dermatiti di origine diversa. Generalmente si manifesta con un eczema che si forma nella zona in cui siamo venuti a contatto con il Nichel (per esempio nel polso con bracciali e orologi). Ma anche sull’addome a causa dei bottoni metallici dei pantaloni, nelle orecchie quando indossiamo gioielli, nel collo quanto portiamo una catenina. In alcuni casi possono creare il problema anche gli occhiali, i ferma capelli e persino i dispositivi elettronici.

Spesso il nichel si assume tramite gli alimenti poiché è contenuto in quantità abbondante soprattutto nei vegetali e in misura minore negli alimenti animali. Quindi se si soffre di allergia al Nichel bisogna fare attenzione a ciò che si mangia. Il cacao è il cibo che ne contiene in maggiori quantità (855 μg per 100g), seguito dal tè (710), grano saraceno e cioccolato fondente (420), arachidi e semi di soia (390), semi di girasole (356), fagioli cannellini e mung (330), noci e lenticchie (320) e cereali integrali. La lista è infinita se si tengono in considerazione i vegetali mentre gli alimenti di origine animale come le uova, la trota, il tacchino, il vitello, e i pesci in genere hanno un contenuto minimo che si attesta intorno all’1.

Che cos’è il nickel e dove si trova? Il nickel è un metallo pesante duro, bianco?argenteo, altamente resistente all’aria e acqua. E’ un elemento onnipresente che si trova nel suolo, nell'acqua, nell'aria e nella biosfera. Si trova nelle rocce ignee sia come metallo libero sia legato al ferro. Forma numerose leghe con altri metalli e, in particolare, per le sue proprietà siderofile, partecipa, insieme con il ferro, alla formazione dell’acciaio al nickel, estremamente duro e resistente alla corrosione. La maggior parte del nichel prodotto nel mondo viene utilizzata per la produzione di acciaio inossidabile, usato prevalentemente per la produzione di attrezzature per il trattamento degli alimenti e per contenitori.

Inoltre, viene utilizzato per la fabbricazione di monili, articoli di bigiotteria e gioielleria, orecchini, piercing, accessori di moda metallici in genere, ciondoli, chiavi, occhiali, attrezzi metallici, stoviglie, monete metalliche, tinture per ceramiche, porcellane, vetro, terracotta, coloranti per alimenti, parti di macchine. E’ usato altresì per detersivi e saponi e per cosmetici come il mascara e l’ombretto. Il nickel è presente anche negli organismi viventi perché sia i vegetali che gli animali assumono il loro nutrimento dal suolo e dall’acqua. Il contenuto di nickel nel suolo e nell’acqua è molto variabile nelle varie regioni del mondo; per il suolo oscilla fra 5 e 500μg/gr. con punte locali anche superiori e per l’acqua le oscillazioni sono fra 5 e 100 μg/litro. Il contenuto varia inoltre da luogo a luogo in funzione del tipo di terreno, dell’impiego di fertilizzanti sintetici e pesticidi, della contaminazione del suolo con rifiuti industriali e urbani, della distanza dalle fonderie di nichel.

Ne consegue che variabile sia anche il contenuto di nickel nei tessuti vegetali (0.5?5 μg/gr. ma può essere più elevata a livello locale) ed animali (0.1?5μg/gr.) anche se mediamente il contenuto in nickel dei tessuti vegetali è quattro volte superiore rispetto a quanto presente nei prodotti animali (carne, latte e derivati, uova). Ulteriore variabilità è legata alle stagioni che possono influenzare la concentrazione di nickel nei vegetali: è stato osservato un aumento della concentrazione di nichel in primavera e autunno e un dimezzamento durante l'estate. Vegetali e prodotti di derivazione animale costituiscono gli alimenti dell’uomo e i vegetali sono la maggior fonte di nickel alimentare per l’uomo. Il contenuto di nickel nella normale dieta, pertanto, fortemente influenzato dalla concentrazione di nichel nel terreno e dal rapporto nella dieta fra vegetali ed alimenti animali nonché dalle locali abitudini alimentari, è fortemente variabile. Nickel è contenuto anche nel tabacco.