Ance

Risparmio idrico Ragusa: è polemica

Tra Ance e Partecipiamo

Due interventi di taglio diametralmente opposto, quello dell’associazione ragusana dei costruttori edili (ANCE) e quello dell’Associazione Partecipiamo, sulla questione della variante al regolamento edilizio di Ragusa, approvato peraltro con decreto regionale, che detta misure per il risparmio idrico.

I costruttori, nella nota a firma del loro presidente Sebastiano Caggia, ricordano che “hanno cercato il dialogo con l’Amministrazione Piccitto,coinvolto il Consiglio Comunale e la Conferanza dei Capigruppo, hanno proposto un percorso condivisio con le Associazioni di Categoria e con gli Ordini e Collegi professionali senza però ottenere alcunchè”. Per tale motivo Ance ragusa afferma “ci siamo dovuti rivolgere al TAR Catania, non direttamente ma per il tramite di nostri Imprenditori associati e con il supporto di alcune Cooperative edilizie, per chiedere il rispetto delle regole e la trasparenza che, a nostro avviso, sono mancate allorquando è stata adottata con variante, la modifica del Regolamento comunale che impone una serie di misure volte al recupero delle acque grigie ed al risparmio idrico per le nuove costruzioni, per quelle in via di costruzione, per i progetti già dotati di regolare concessione nonché per gli interventi di ristrutturazione edilizia”.

Attenzione però, dicono i costruttori ragusani “non discutiamo sulla ratio della modifica né sugli scopi che la variante intende perseguire, ma abbiamo denunciamo l’assenza di concertazione che avrebbe potuto consentire di apportare dei miglioramenti tecnici al provvedimento, l’assenza di informazione alla cittadinanza con le modalità di pubblicazione dovute e, soprattutto, l’assoluta illegittimità ed iniquità della retro-attività delle nuove norme che i Cittadini, le Cooperative e le Imprese hanno conosciuto solo attra-verso la pubblicazione di un semplice avviso che annunziava l’immediata operatività della disposi-zione”. Pertanto, conclude Ance “Al TAR abbiamo chiesto l’annullamento, previa sospensione, del Regolamento Edilizio per violazione della normativa sulla pubblicità nonché, in subordine, l’annullamento della norma transitoria che dispone la retroattività delle modifiche intervenute, ed il TAR nell’udienza dello scorso 20 settembre 2017, ritenendo implicitamente sussistente la fondatez-za del ricorso, con ordinanza del successivo 25 settembre, ha disposto la nomina di un C.T.U. solo al fine di verificare la sussistenza dell’effettivo danno lamentato dai Cittadini, dalle Cooperative e dalle Imprese ed ha rinviato all’udienza del prossimo 06.12.2017”.

Immediata la replica dell’associazione Partecipiamo, affidata ad una nota del Direttivo e del gruppo consiliare (Giovanni Iacono e Mirella Castro), che evidentemente si è sentita punta sul vivo dall’intervento dei costruttori in quanto la modifica al regolamento edilizio sul risparmio idrico è stato sempre cavallo di battaglia del consigliere comunale ed ex presidente del consiglio Giovanni Iacono. E dunque Partecipiamo afferma fin dal titolo della nota “altro che danno! Le modifiche al regolamento edilizio sono a favo-re di imprese e cittadini che risparmiano oltre il 70 %”. Spiega l’Associazione “riteniamo che le misure sull’uso sostenibile delle risorse idriche, inserite ed adottate nel regolamento edilizio a no-vembre 2015 , su iniziativa dell’ex ex Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Iacono, siano la base per innescare grandi opportunità di lavoro per le imprese in una logica di economia circolare e di sviluppo sostenibile ed i vantaggi (altro che danni) per i cittadini sono dell’ordine del 70 % in meno delle bollette idriche”.

Quindi Parteciamo chiarisce che “il Tar non ha dato alcuna sospensiva e quindi non ha ritenuto che vi siano quegli elementi di fondatezza rappresentati nel ricorso ma ha nominato un C.T.U. per avere quantificazione dei costi che i costruttori lamentano di dovere sborsa-re e che non risultano, in alcun modo, nella misura da loro espressa né al Comune né nel resto del mondo dove vengono applicati i riduttori di flusso, i due volumi di acqua per lo scarico, la raccolta delle acque piovane, il riutilizzo delle acque grigie”. A sostegno delle proprie tesi l’associazione che esprime i consiglieri Iacono e Castro porta come esempio il fatto che “quanto prescritto nel regola-mento sono misure che non vengono applicate su Marte ma nei fabbricati di tante città civili e pro-gredite, non hanno fatto fallire nessuno semmai risparmiare molto tutti, e sono misure scritte nelle direttive Europee, nella normativa nazionale e regionale e, soprattutto, scritte, per filo e per segno, in un atto di indirizzo del 10 aprile 2014 con il quale si ‘invitavano le amministrazioni comunali siciliane ad adottare nei propri regolamenti edilizi le norme e prescrizioni volte a razionalizzare lo sfruttamento delle risorse idriche’, atto di indirizzo condiviso praticamente da tutti, dai Comuni agli Ordini e collegi professionali alle organizzazioni datoriali e degli artigiani”.

Infine Partecipiamo non lesina un attacco all’amministrazione ragusana a 5 stelle a cui ricorda che “la prima campagna mediatica che dovrebbe fare l’Amministrazione Comunale, già in gravissimo ritardo, è una campa-gna di informazione, come approvato anche nel Paes, per informare e incentivare tutti i cittadini ad adottare le misure sulla razionalizzazione delle risorse idriche” e assicura “per quanto ci riguarda faremo le barricate a difesa dei cittadini e quindi del regolamento edilizio e riteniamo anche giusto, a questo punto, coinvolgere le testate nazionali su questo ‘caso’ inverosimile ed incredibile che sta avvenendo a Ragusa anche in relazione ai tanti ‘silenzi’ di amministratori e aspiranti sindaci o alle posizioni assunte da certi partiti politici, deputati e sindaci che predicano tanto a favore di parchi, acqua, sviluppo sostenibile,ma poi, nella traduzione pratica della propaganda si comportano al con-trario”. (da.di.)