Politica

Exit Poll a Vittoria: la riflessione di Digiacomo

"Attendo con fiducia che tutto venga chiarito al più presto"

“Quando si vorrebbero affrontare argomenti delicati e dolorosi come quelli accaduti in questi giorni a Vittoria l'istinto porta al silenzio, ma il silenzio non sempre è d'oro: a volte è complice, a volte è codardo”. A parlare è il deputato regionale Giuseppe Digiacomo.

E lo fa con una nota a commento dell’operazione Exit Poll che ha visto coinvolto l’ex sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, indagato insieme al altre cinque persone, tra cui il fratello Fabio, sospeso da poco dalla carica di consigliere comunale, per scambio elettorale politico-mafioso. “Ora, avendo io un senso innato di rispetto verso le istituzioni ed i poteri dello stato, - commenta Digiacomo - riaffermo la mia fiducia nei loro confronti e dico che il nostro ordinamento è ben fatto: l'accusa pone un impianto accusatorio e lo argomenta; la difesa affila le armi e controbatte; il giudice infine decide.

E dunque anche noi cittadini, elettori, amici, abbiamo il diritto di conoscere la parte seconda e la parte terza della vicenda. Ognuno svolga il proprio ruolo. Nessuno emetta sentenze assolutorie o di condanna intempestive. Personalmente, conosco Nicosia da anni, eravamo sindaci insieme ed abbiamo affrontato battaglie importanti: dall'aeroporto alla crisi agricola, dall'autoporto al rilancio turistico della Valle dell'Ippari, sempre impegnati nella lotta contro la mafia. In quei momenti non mi sono mai sentito a disagio o imbarazzato. Come tutti i cittadini aspetto quindi di conoscere la seconda e la terza parte della vicenda ed attendo con fiducia che tutto venga chiarito al più presto”.